L’era dello stadio Meazza di Milano va verso la conclusione. Con il via libera alla vendita dell’area di San Siro, i club di Milan e Inter si preparano a costruire uno stadio di proprietà, moderno, redditizio e strategico per il futuro economico delle due società di calcio. La sfida, ora, è dare forma a un’operazione da oltre 1,3 miliardi di euro, che punta a rilanciare i conti, rafforzare il valore patrimoniale delle società e avvicinarle ai modelli europei di sostenibilità.
Uno stadio da 71.500 posti, ispirato al modello Tottenham
Le prime certezze riguardano la capienza e l’impostazione generale: il nuovo impianto avrà 71.500 posti, una struttura chiusa e interrata, tetto calpestabile e due anelli non più simmetrici, come quelli che oggi caratterizzano San Siro. L’effetto ottico del vecchio stadio – con le grandi torri rosse e le rampe iconiche – sparirà. La nuova struttura nascerà da un progetto congiunto di Norman Foster e David Manica, che dovrebbero svelarne i dettagli entro marzo 2026.
Il riferimento è il Tottenham Hotspur Stadium, considerato il benchmark ideale: inaugurato nel 2019, è costato 1,5 miliardi di euro e genera oltre 1,2 milioni a partita solo da bar e ristoranti. Anche a Milano, il nuovo impianto prevede 8 mila posti premium, un museo, un’area eventi, ristoranti e spazi Vip integrati nella tribuna. In più, ci sarà un podio commerciale su cui poggerà la struttura, con un mix tra stadio, uffici e servizi.
Con la proprietà piena dell’impianto, Milan e Inter potranno finalmente valorizzare a bilancio l’asset, creando nuove fonti di reddito strutturale. Oggi, i ricavi da stadio pesano per meno del 20% del fatturato, contro il 30-35% dei grandi club europei. Il nuovo stadio, grazie a naming rights, hospitality, eventi e spazi retail, potrà generare tra i 50 e i 70 milioni di euro annui per ciascun club.
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Il futuro del Meazza e la timeline del progetto
La tabella di marcia prevede l’avvio dei lavori nel 2026, con inaugurazione nel 2031. Solo dopo – tra il 2032 e il 2035 – si procederà alla demolizione del Meazza, con la salvaguardia di parte della Curva Sud come simbolo del precedente stadio.
Il rogito deve avvenire entro il 10 novembre 2025, per evitare i vincoli della Soprintendenza sul secondo anello, che compirà 70 anni. Il primo versamento previsto al Comune è di 73 milioni, parte dei 197 milioni totali della vendita.
Nel nuovo quartiere ci saranno 80 mila metri quadri di verde pubblico, 43 mila metri quadri di superficie lorda per uffici, 20 mila per hotel e 15 mila per parcheggi. Un intervento urbanistico che mira a trasformare l’area in un nuovo hub urbano del tempo libero e dello sport.
Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha ribadito al Corriere della Sera l’ambizione del progetto: “Il nostro obiettivo è dotare la città di uno stadio moderno ed efficiente. Sarà uno stadio per tutti, qualcosa di positivo per quell’area di Milano”. E ha aggiunto: “Faremo lo stadio più bello d’Europa”.
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Illustrazione non realistica, generata con intelligenza artificiale tramite ChatGpt/Dall·E (OpenAI)




