Nuovo corso per Chateau d’Ax: via al piano di rilancio

Concluso il concordato preventivo, l’azienda punta su nuova governance, investimenti e crescita nel settore living, segnando anche il passaggio generazionale nella famiglia Colombo

Chateau d’Ax rilancia e guarda al futuro con la terza generazioneImmagine da chateau-dax.it

Chateau d’Ax, storico marchio italiano dell’arredamento, ha ufficialmente concluso il percorso di risanamento con esito positivo e si prepara a una nuova fase di rilancio industriale, segnando anche il passaggio generazionale alla terza generazione della famiglia Colombo.

Il completamento dell’iter formale di uscita dal concordato preventivo è atteso tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Ma l’azienda è già pronta a mettere in atto la nuova strategia industriale, che punta a rafforzare la presenza sul mercato italiano, a potenziare la rete retail e a valorizzare il core business nel segmento del living.

Una governance più solida e manageriale

Tra i pilastri di questa fase di rilancio c’è il nuovo modello di governance, che combina la continuità familiare con l’inserimento di figure apicali esterne alla proprietà, tra cui il Ceo Enrico Cavallari, nominato a inizio 2025. Questa scelta ha l’obiettivo di assicurare competenza manageriale, efficienza operativa e coerenza nell’esecuzione del piano di sviluppo.

“Questo percorso conferma la solidità del progetto e la volontà della famiglia di assicurare futuro e continuità”, si precisa in una nota della famiglia Colombo. “Accanto alla terza generazione, l’azienda si è dotata di una leadership manageriale indipendente che ra;orza la governance e garantisce rigore nell’esecuzione del piano industriale. Le priorità ora sono accelerare sul mercato italiano, potenziare la rete retail e generare valore sostenibile nel lungo periodo”.

Focus su export e rete retail

Nel 2024 Chateau d’Ax ha raggiunto 70 milioni di euro di fatturato, con un 75% dei ricavi generato dai mercati esteri. L’azienda è presente in 90 Paesi con 350 punti vendita monomarca, di cui 60 in Italia, che rappresenta il secondo mercato per importanza.

Il piano industriale prevede investimenti significativi proprio sul mercato italiano, con l’obiettivo di consolidare e ampliare la rete di negozi. Inoltre, è prevista un’evoluzione delle collezioni di prodotto, sempre nel segno del design Made in Italy e dell’innovazione.

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