Il dibattito sul ritorno del nucleare in Italia è tornato al centro dell’agenda politica ed energetica. A riaccenderlo sono sia l’approvazione alla Camera del Ddl sul nucleare sostenibile che la necessità di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e contenere il costo dell’elettricità per famiglie e imprese.
A livello globale, il nucleare rappresenta circa il 10% della produzione mondiale di energia elettrica ed è una delle principali fonti a basse emissioni di carbonio. Oltre 440 reattori sono attualmente operativi in più di 30 Paesi, con una forte presenza negli Stati Uniti, in Francia e in diverse economie asiatiche. La tecnologia continua inoltre a svolgere un ruolo rilevante nelle strategie di decarbonizzazione adottate da numerosi governi.
In Europa il caso più significativo è quello della Francia, dove il nucleare garantisce una quota molto elevata della produzione elettrica nazionale, contribuendo a mantenere prezzi dell’energia generalmente più competitivi rispetto a quelli registrati in Italia. Il nostro Paese, infatti, continua a dipendere in misura rilevante dal gas naturale per la generazione elettrica, una caratteristica che ha inciso sull’aumento dei costi energetici negli ultimi anni. Nel 2025 l’Italia ha registrato il prezzo all’ingrosso dell’elettricità più alto dell’Unione europea, con una media di 116 euro per megawattora.
Il contributo del nucleare al futuro mix energetico italiano sarà probabilmente graduale. Le stime discusse negli ultimi mesi indicano che, anche nello scenario più favorevole, la quota di elettricità prodotta da impianti nucleari potrebbe attestarsi intorno al 6% entro il 2045. Si tratta quindi di un’integrazione alle fonti rinnovabili e non di una loro alternativa.
L’impegno dell’Italia sul nucleare
Parallelamente, l’Italia sta aumentando la produzione da fonti rinnovabili. Secondo i dati più recenti, il sistema elettrico nazionale si sta avvicinando a un equilibrio tra fonti fossili e rinnovabili, con una crescita significativa di fotovoltaico ed eolico. In questo contesto, il nucleare di nuova generazione potrebbe assumere il ruolo di fonte programmabile e a basse emissioni, contribuendo alla sicurezza energetica e alla stabilità della rete.
La sfida dei prossimi anni sarà dunque trovare il giusto peso tra rinnovabili, accumuli energetici e nuove tecnologie nucleari, con l’obiettivo di garantire energia più sicura, sostenibile e competitiva per il sistema economico italiano.
© Riproduzione riservataNucleare in Italia, la Camera approva il Ddl: i prossimi passi

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