Ansaldo Energia e Rina provano a preparare la filiera italiana alla nuova stagione del nucleare. L’accordo firmato a Genova dagli amministratori delegati Fabrizio Fabbri e Carlo Luzzatto punta a coinvolgere anche imprese che oggi non operano direttamente nel settore, ma che hanno competenze industriali trasferibili.
Il punto è accompagnarle verso standard e certificazioni richiesti da un mercato ad alta complessità, dove requisiti normativi, tecnologici e di sicurezza sono una barriera d’ingresso rilevante. Il percorso prevede valutazioni preliminari, analisi degli scostamenti rispetto agli standard internazionali e piani di adeguamento.
Intesa per la filiera nucleare: il ruolo di Rina e Ansaldo
Nel progetto, Rina seguirà le imprese nella certificazione e qualificazione, mentre Ansaldo Energia metterà a disposizione la propria esperienza industriale e le indicazioni sulle esigenze del mercato. L’intesa prevede anche il supporto a iniziative finanziarie legate agli strumenti pubblici per internazionalizzazione e sviluppo industriale.
Per Fabrizio Fabbri, rafforzare la capacità industriale del Paese è “un passaggio essenziale” per mettere le aziende italiane nelle condizioni di cogliere le opportunità del nucleare. Carlo Luzzatto, invece, ha sottolineato la necessità di aiutare le imprese ad acquisire competenze e requisiti per operare in un settore ad alta specializzazione.
Il contesto internazionale spinge in questa direzione. Nel mondo sono attivi oltre 420 reattori, con una potenza superiore a 400 GW, mentre più di 60 sono in costruzione. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, gli investimenti globali nel nucleare arriveranno a 120 miliardi di dollari l’anno entro il 2030, con una triplicazione della potenza installata entro il 2050.
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