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Non sono solo le sofferenze il problema delle banche italiane

Nuovo appello dell’Ocse sugli Npl: bisogna imitare il modello americano e azzerare le discrepanze sulle regole per i conti degli istituti di credito

Gli Npl, cioè le sofferenze bancarie, restano uno dei mali dell’economia italiana. E l’Ocse torna a ricordarlo nel suo Business and Finance Outlook 2017, chiedendo «Un’azione più forte per affrontare il problema delle sofferenze e la ricapitalizzazione delle banche è un prerequisito per una crescita sostenibile». Bisogna dunque imitare il mercato americano, che dopo una simile operazione «è più sicuro e sta sostenendo la ripresa economica» tanto da aver già rialzato i tassi di interesse.

SOFFERENZE BANCARIE E REGOLAMENTI ASTRUSI

«Regolamentazioni finanziarie incoerenti stanno trasferendo i rischi in nuovi settori», prosegue l’Ocse, spiegando che «sono stati fatti grandi passi avanti sulle riforme normative nel settore bancario ma restano due anomalie che sono in contrasto con l’obiettivo di avere condizioni paritarie». La prima, appunto, è il ruolo delle banche che in Europa sostengono l’economia, mentre nella cultura anglosassone è il mercato stesso a premiare le aziende più forti o di prospettiva e «ciò significa che un approccio univoco verso la regolamentazione non potrà andare bene per tutti», scrive l’Organizzazione. La seconda anomalia riguarda i criteri di Basilea 3 per la valutazione dei rischi, che «permettono alle banche di avere diversi livelli di indebitamento pur avendo le stesse regole sul capitale e diverse giurisdizioni».