Le attività russe di Nestlé sono state poste sotto amministrazione temporanea per decreto presidenziale. La misura riguarda anche i 230 supermercati e ipermercati del Gruppo francese Auchan e assegna la gestione delle partecipazioni a L.E.V. Menedzhment. Il Gruppo alimentare svizzero ha fatto sapere di stare valutando la situazione e tutte le opzioni disponibili per tutelare i propri diritti.
«Nestlé è impegnata ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere i propri diritti e garantire la continuità delle attività nell’interesse di tutti gli stakeholder, in particolare dei dipendenti», ha dichiarato la società, senza fornire ulteriori indicazioni sulle possibili iniziative. Il provvedimento rientra nel meccanismo introdotto dalla Russia nel 2023, che consente di sottoporre ad amministrazione temporanea attività appartenenti a società di Paesi considerati “ostili”. Negli anni scorsi lo stesso strumento ha interessato, tra gli altri, le attività russe di Danone e Carlsberg, successivamente cedute a soggetti locali.
Il business di Nestlé in Russia
Nestlé opera in Russia dagli anni Novanta e, dopo il 2022, ha ridimensionato la propria presenza, sospendendo alcuni marchi e limitando importazioni, esportazioni, pubblicità e investimenti non essenziali. Ha però continuato a produrre beni alimentari considerati di uso quotidiano.
Nel Paese il Gruppo conta sei fabbriche e circa 7 mila dipendenti. Secondo quanto riportato da Reuters, nel 2021, ultimo anno per il quale Nestlé ha diffuso il dato, le vendite russe ammontavano a circa 2 miliardi di franchi svizzeri. Tra le produzioni locali figurano caffè, alimenti per animali e prodotti per l’infanzia.
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L'headquarter di Nestlé in SvizzeraPhoto by Harold Cunningham/Getty Images




