Msc accelera la sua espansione e sbarca nel trasporto di greggio. Il Gruppo guidato da Gianluigi Aponte ha acquisito il 50% di Sinokor Maritime, compagnia sudcoreana attiva anche nel segmento delle superpetroliere, segnando un passaggio strategico verso un nuovo mercato.
L’operazione, emersa attraverso documenti depositati presso le autorità della concorrenza, sancisce il controllo congiunto della società tra Msc e Ga-Hyun Chung, che fino a oggi ne deteneva la piena gestione.
Msc-Sinokor, un’alleanza per le superpetroliere
L’ingresso nel capitale di Sinokor consolida una collaborazione che il mercato dava per imminente da mesi. Negli ultimi tempi, infatti, la compagnia coreana ha costruito rapidamente una flotta di petroliere di grandi dimensioni, arrivando ad acquistare o noleggiare decine di unità Vlcc (Very large crude carriers).
Attraverso una controllata, Msc parteciperà alla gestione della società, rafforzando la propria presenza oltre il tradizionale business dei container, dove è già leader mondiale.
L’operazione include anche nuove commesse: le trattative riguardano fino a 10 Vlcc, con consegne previste tra la fine del 2028 e il 2029, a conferma di una strategia di lungo periodo nel trasporto petrolifero.
Le dimensioni dell’alleanza potrebbero avere effetti rilevanti sugli equilibri globali. Secondo diverse stime, la nuova entità potrebbe arrivare a controllare circa 150 superpetroliere, pari a circa il 40% delle navi disponibili sul mercato, escludendo quelle soggette a sanzioni o già impegnate.
Anche nelle valutazioni più prudenti, la crescita della flotta resta significativa: Sinokor potrebbe gestire fino a 118 Vlcc, con un peso rilevante sull’offerta globale di trasporto di greggio.
Il contesto geopolitico
L’operazione si inserisce in una fase di forte tensione sul mercato dei noli. Nel 2024 le tariffe delle petroliere hanno spesso superato i 100 mila dollari al giorno, sostenute da una domanda elevata e da rotte più lunghe.
Dopo una flessione a fine anno, nei primi mesi del 2026 i valori sono tornati a salire: medie di 80 mila dollari con picchi fino a 170 mila, arrivando in alcuni casi a 200 mila e persino 400 mila dollari al giorno per viaggi spot, anche in relazione alle tensioni internazionali e al conflitto che coinvolge l’Iran.
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