Moda, 100 milioni alle Pmi per investimenti e aggregazioni

I programmi potranno valere da 1 a 20 milioni, con agevolazioni fino al 75% della spesa. Il 40% delle risorse è destinato al Mezzogiorno

Moda, 100 milioni alle Pmi per investimenti e aggregazioni© Shutterstock

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) mette sul tavolo 100 milioni di euro per sostenere investimenti, innovazione e aggregazioni delle Pmi nella filiera della moda, del tessile e degli accessori. Il ministro Adolfo Urso ha firmato il decreto attuativo della misura prevista dalla Legge annuale sulle Pmi, finanziata attraverso il Fondo per la crescita sostenibile.

Le imprese potranno presentare programmi di sviluppo compresi tra 1 e 20 milioni di euro, orientati alla valorizzazione dei processi produttivi localizzati in Italia, all’utilizzo prevalente di semilavorati italiani o europei e al rafforzamento delle aggregazioni lungo la catena del valore. L’obiettivo è favorire crescita e innovazione mantenendo produzione, occupazione e competenze sul territorio nazionale.

Come funzionano i 100 milioni di incentivi nella moda

L’intervento combina contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, questi ultimi richiedibili fino al 20% degli investimenti ammissibili. Nel complesso, le agevolazioni potranno coprire al massimo il 75% della spesa. I programmi potranno finanziare la creazione, l’ampliamento, la riconversione o la ristrutturazione delle unità produttive. Sarà possibile affiancare progetti di innovazione di processo e organizzativa fino al 40% dell’investimento e piani di formazione del personale fino al 20%. Per gli investimenti produttivi con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro potranno essere agevolati anche progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Una parte dello stanziamento è vincolata alle imprese più piccole e al riequilibrio territoriale: il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese, mentre il 40%, pari a 40 milioni, è destinato alle regioni del Mezzogiorno. «Investiamo sul futuro e sulla competitività delle imprese, premiando chi produce in Italia, valorizza la filiera nazionale e protegge il lavoro e le competenze dei nostri territori», ha dichiarato Urso. Perché gli incentivi diventino concretamente accessibili manca però ancora un passaggio: termini e modalità per l’invio telematico delle domande saranno stabiliti con un successivo provvedimento della direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero.

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