Mobile italiano: export in frenata in Francia e Usa, ma crescono nuovi mercati

Design Made in Italy eccellenza europea: fatturato da 6,3 miliardi di euro© Ruggiero Scardigno

Il settore del mobile italiano conferma la propria solidità internazionale, pur attraversando una fase di rallentamento nei mercati tradizionali. Nel 2025 l’export complessivo ha registrato una lieve flessione, pari all’1,2%, segnale di un contesto globale più complesso e incerto.

I fattori determinanti del calo

A pesare sono soprattutto le difficoltà in due mercati chiave del mobile italiano come Francia e Stati Uniti, che negli ultimi anni avevano sostenuto la crescita del comparto.

Negli Usa, in particolare, incidono fattori come la volatilità del cambio e le tensioni commerciali legate ai dazi, mentre in Francia si registra una contrazione della domanda interna.

I mercati su cui puntare

Nonostante queste criticità, il Made in Italy – in questo caso – dimostra una forte capacità di adattamento. Le imprese stanno infatti riorientando le strategie di export verso nuove aree geografiche ad alto potenziale. Tra queste spiccano India, America Latina e Sud-Est asiatico, mercati caratterizzati da una crescente classe media e da una domanda in aumento per prodotti di design e qualità.

Parallelamente, emergono segnali positivi anche in Paesi come Turchia e Canada, dove le esportazioni italiane hanno registrato incrementi significativi, contribuendo a compensare il calo nei mercati più maturi. Questo processo di diversificazione rappresenta oggi una leva strategica fondamentale per mantenere competitivo il settore a livello globale.

Il comparto continua inoltre a beneficiare di alcuni punti di forza strutturali: leadership europea per fatturato, forte identità legata al design e capacità dei distretti industriali di innovare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti dello scenario internazionale.

Le prospettive per l’anno in corso

Le stime per il 2026 restano comunque legate a variabili macroeconomiche e geopolitiche, tra cui l’andamento dei costi energetici, le tensioni internazionali e l’evoluzione delle politiche commerciali. In questo contesto, gli investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione – inclusa l’adozione dell’intelligenza artificiale – saranno determinanti per rafforzare la competitività delle imprese italiane.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata