Il settore del mobile italiano conferma la propria solidità internazionale, pur attraversando una fase di rallentamento nei mercati tradizionali. Nel 2025 l’export complessivo ha registrato una lieve flessione, pari all’1,2%, segnale di un contesto globale più complesso e incerto.
I fattori determinanti del calo
A pesare sono soprattutto le difficoltà in due mercati chiave del mobile italiano come Francia e Stati Uniti, che negli ultimi anni avevano sostenuto la crescita del comparto.
Negli Usa, in particolare, incidono fattori come la volatilità del cambio e le tensioni commerciali legate ai dazi, mentre in Francia si registra una contrazione della domanda interna.
I mercati su cui puntare
Nonostante queste criticità, il Made in Italy – in questo caso – dimostra una forte capacità di adattamento. Le imprese stanno infatti riorientando le strategie di export verso nuove aree geografiche ad alto potenziale. Tra queste spiccano India, America Latina e Sud-Est asiatico, mercati caratterizzati da una crescente classe media e da una domanda in aumento per prodotti di design e qualità.
Parallelamente, emergono segnali positivi anche in Paesi come Turchia e Canada, dove le esportazioni italiane hanno registrato incrementi significativi, contribuendo a compensare il calo nei mercati più maturi. Questo processo di diversificazione rappresenta oggi una leva strategica fondamentale per mantenere competitivo il settore a livello globale.
Il comparto continua inoltre a beneficiare di alcuni punti di forza strutturali: leadership europea per fatturato, forte identità legata al design e capacità dei distretti industriali di innovare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti dello scenario internazionale.
Le prospettive per l’anno in corso
Le stime per il 2026 restano comunque legate a variabili macroeconomiche e geopolitiche, tra cui l’andamento dei costi energetici, le tensioni internazionali e l’evoluzione delle politiche commerciali. In questo contesto, gli investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione – inclusa l’adozione dell’intelligenza artificiale – saranno determinanti per rafforzare la competitività delle imprese italiane.
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