Mercato auto in Europa: vendite ancora sotto i livelli pre-crisi, lo studio

Mercato auto in Europa: vendite ancora sotto i livelli pre-crisi, lo studio© Shutterstock

Il mercato delle auto in Europa occidentale, nel 2025, resta significativamente sotto i livelli di vendita antecedenti alla pandemia, registrando un calo del 16% rispetto al 2019. A fotografare questa situazione è il Centro Studi Promotor, che attribuisce la contrazione a una combinazione di fattori strutturali, cambiamenti tecnologici e, soprattutto, politiche di transizione energetica che, secondo lo studio, penalizzano la domanda complessiva nel Vecchio Continente.

Secondo i dati, sono stati immatricolati 13.271.270 veicoli all’interno dell’Unione Europea, dell’EFTA e del Regno Unito, con un lieve segno positivo rispetto al 2024 ma comunque lontano dai volumi precedenti alla crisi del 2019.

I dati sul mercato automobilistico

La crescita registrata lo scorso anno – pari a +2,4% nel 2024 – non è sufficiente a colmare il gap accumulato negli ultimi anni nel mercato automobilistico in Europa, dove numerosi settori chiave continuano a segnare flessioni marcate rispetto ai livelli pre-Covid.

Per esempio, la Francia ha registrato un -26,3%, la Germania un -20,8%, mentre l’Italia è arrivata a quota -20,5%. Si tratta di Stati che si collocano tra i principali Paesi con i cali più rilevanti, mentre la Spagna mostra una contrazione più contenuta: pari al -8,7%.

Il settore delle auto elettriche

Un elemento interessante emerso dall’analisi riguarda la diffusione delle auto elettriche. Pur crescendo del 29,7% rispetto al 2024, le vetture a batteria rappresentano solo circa il 19,5% delle immatricolazioni totali nell’area. Questo dato è coerente con altre statistiche europee che mostrano un aumento della quota di veicoli elettrici ma anche una domanda complessiva ancora debole, riflettendo sia l’incertezza dei consumatori sia le difficoltà legate ai costi e alla rete infrastrutturale per la ricarica.

Il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, ha criticato l’approccio europeo alla transizione energetica, sostenendo che le misure finora adottate non trovano riscontri in altre aree del mondo e non hanno, finora, prodotto benefici ambientali proporzionati agli oneri imposti al settore. Secondo l’esperto, servono strategie più equilibrate per sostenere la competitività dell’industria dell’auto europea e proteggere l’occupazione.

Il quadro rimane quindi di fragilità. Segnali di recupero ciclico coesistono con un ritardo strutturale rispetto ad altri mercati globali, dove la domanda automobilistica ha ormai superato i livelli pre-crisi. Per il settore europeo, cruciale sarà definire politiche che favoriscano una transizione tecnologica sostenibile senza compromettere la domanda e la capacità produttiva nel lungo periodo.

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