L’italiana Exein diventa unicorno: ora vale 1,7 miliardi di dollari

La società romana accelera negli Stati Uniti e in Asia e prepara acquisizioni. La nuova frontiera è la sicurezza di robot, droni e sistemi autonomi

L'italiana Exein diventa unicorno: ora vale 1,7 miliardi di dollariI fondatori di Exein: da sinistra, il Cfo Gerardo Gagliardo, il Cep Gianni Cuozzo e il Cto Giovanni Alberto Falcione

Exein entra nel club degli unicorni. La società tecnologica romana specializzata nella cybersecurity ha raccolto 270 milioni di dollari in un nuovo round che porta la valutazione a 1,7 miliardi di dollari. Le risorse serviranno ad accelerare l’espansione negli Stati Uniti e nell’area Asia-Pacifico e a sviluppare le tecnologie dedicate alla sicurezza della Physical AI, dalle auto ai robot, fino a droni e altre macchine capaci di agire nel mondo fisico.

Il round è stato guidato dal fondo statunitense Headline, con la partecipazione di Sofina, Goldman Sachs, EIB Group attraverso la European Tech Champions Initiative, KfW Capital e T.Capital, oltre agli investitori già presenti nel capitale. L’operazione si è chiusa con richieste superiori all’offerta. In parallelo, Exein sta ampliando la linea di credito revolving guidata da J.P. Morgan, con l’ingresso di KfW tra i finanziatori, per sostenere anche possibili acquisizioni in Europa e negli Stati Uniti.

Exein punta sulla sicurezza della Physical AI

Il capitale arriva mentre aumenta la pressione degli attacchi sulle macchine connesse. Exein dichiara di rilevare circa 5 mila nuovi attacchi non ripetitivi alla settimana sulla propria rete di due miliardi di dispositivi, un volume cinque volte superiore a quello di un anno fa. La società ha già sviluppato Photon, un’architettura che opera a livello kernel con l’obiettivo di bloccare l’esecuzione malevola prima che possa produrre effetti.

È su questa evoluzione che Gianni Cuozzo, fondatore e Ceo di Exein, concentra la strategia della società. «L’AI sta uscendo dal cloud ed entrando nel mondo fisico, ed è per questa transizione che Exein è stata costruita», ha spiegato. La velocità delle nuove minacce impone sistemi di difesa capaci di reagire senza attendere l’intervento umano: «Gli attacchi avvengono ormai alla velocità delle macchine, quindi anche la difesa deve muoversi alla stessa velocità».

Italia a caccia di unicorni

La prossima tappa è un foundation model proprietario per la sicurezza della Physical AI, addestrato utilizzando due anni di telemetria proveniente dagli oltre due miliardi di dispositivi raggiunti dalla tecnologia di Exein. Il modello dovrà alimentare agenti di sicurezza autonomi capaci di riconoscere e contrastare gli attacchi alla stessa velocità delle macchine. La nuova architettura è prevista entro la fine del 2026, mentre i primi foundation model sono attesi nel primo trimestre del 2027.

Dagli Stati Uniti all’Asia, il piano di crescita di Exein

Alla crescita tecnologica si affianca quella del business. Nel primo semestre del 2026 Exein ha generato un fatturato quasi doppio rispetto all’intero 2025 e punta a chiudere l’anno con ricavi quattro volte superiori all’esercizio precedente. Gli Stati Uniti saranno la priorità dei prossimi due anni, con l’aumento di team, clienti e partnership e l’apertura di un ufficio nella Bay Area. Nell’Asia-Pacifico, Exein ha già stabilito il proprio quartier generale a Taiwan, ha aperto un’entità legale in Giappone e programma un nuovo ufficio in Corea del Sud entro il 2027.

La crescita internazionale e lo sviluppo della nuova piattaforma convergono nell’obiettivo indicato da Cuozzo: «Il nostro obiettivo è diventare uno standard globale». La società punta a fare della propria tecnologia un riferimento per la sicurezza di robot, droni e sistemi autonomi prima della loro entrata in produzione.

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