L’economia spaziale è il futuro e Leonardo, azienda rientrata nell’alleanza Ue dei satelliti, lo sa bene. Il colosso europeo si farà e l’Italia avrà una parte attiva. Per rendere tutto ufficiale serve aspettare ancora poco. È “questione di giorni, o settimane, abbiamo lavorato sulla governance, abbiamo un’intesa su tutto”, ha spiegato l’amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, Roberto Cingolani.
L’azienda Made in Italy, Thales e Airbus sono a un passo dall’accordo per un nuovo campione dell’aerospazio europeo da 10 miliardi di euro. “I Cda stanno guardando i numeri, faranno anche valutazioni nazionali”, ha aggiunto Cingolani, manifestando quanto siano complicati i processi in atto. Potrebbe anche convocare un’assemblea straordinaria del Cda, in occasione dell’inaugurazione della Space smart factory al Tecnopolo tiburtino, alle porte di Roma.
Il piano della cordata europea per i satelliti
L’impianto è stato realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales – con il 67% – e Leonardo – con il 33% – attraverso investimenti significativi, ai quali si aggiunge il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, in una forma di partnership pubblico-privato attraverso i fondi del Pnrr per il 49% del totale. La cifra totale ammonta a circa 100 milioni di euro. L’hub è il penultimo passo per concretizzare la rete italiana di smart factories che lavorano con l’Agenzia spaziale italiana.
“La nuova fabbrica spaziale costituisce un riferimento per i paradigmi produttivi dell’industria spaziale europea”, ha detto il presidente del Cda di Thales Alenia Space, Massimo Claudio Comparini. Secondo le previsioni, verranno assemblati e testati 100 satelliti l’anno, due a settimana, nella classe fino a 300 chilogrammi.
I contratti con Israele
Leonardo è nell’alleanza Ue dei satelliti. La struttura sarà operativa entro la fine del 2025 e servirà al Sicral 3 per la Difesa italiana. Roberto Cingolani ha tenuto a precisare che nulla che sia stato prodotto dalla sua azienda è poi stato venduto a Israele: “Accusarci di partecipare al genocidio è una cosa assurda”, ha dichiarato.
Con la recente interruzione di un accordo, bisogna risolvere ancora due questioni: “La revoca della licenza sulla manutenzione di aerei ed elicotteri è più facile e si può fare più rapidamente – ha affermato – mentre rivedere altre cose, come il controllo dell’americana Drs che a sua volta controlla società di difesa israeliana è più difficile: lì c’è da fare un lavoro internazionale, serve una copertura legale”. Il riferimento di Cingolani è a Rada, specializzata nella produzione di radar.
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