Leonardo ridisegna la propria strategia con il nuovo piano industriale al 2030, puntando a trasformarsi sempre più da grande Gruppo della difesa a società tecnologica della sicurezza. L’obiettivo, spiegato dall’amministratore delegato Roberto Cingolani, è integrare piattaforme militari, software, spazio e gestione dei dati in un unico sistema industriale.
La crescita prevista è significativa. Entro il 2030 gli ordini annui dovrebbero arrivare a 32 miliardi di euro rispetto ai 23,8 miliardi del 2025, mentre i ricavi sono attesi a 30 miliardi dagli attuali 19,5 miliardi. Anche la redditività lorda è stimata in aumento fino a 3,59 miliardi.
Il progetto Michelangelo Dome
Tra i pilastri della strategia c’è Michelangelo Dome, piattaforma di difesa integrata progettata per mettere in comunicazione radar, sensori, satelliti e sistemi d’arma anche di produttori diversi. L’idea è creare un sistema multidominio capace di operare su terra, mare, aria, spazio e cyber, in risposta a minacce sempre più complesse e interconnesse.
Secondo le stime del Gruppo, lo scudo potrebbe generare opportunità di business per circa 21 miliardi di euro nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi entro il 2030. Un progetto che si inserisce in un contesto in cui la sicurezza globale e la cybersicurezza diventano centrali anche per la protezione di infrastrutture e sistemi strategici.
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Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo© Leonardo S.p.A. and subsidiaries




