L’economia italiana arriva all’estate con un segnale positivo dai servizi e una debolezza ancora visibile nei cantieri. Secondo gli indici Pmi elaborati da S&P Global, a luglio il Pmi servizi è salito a 52,5 da 50,2 di giugno, superando la soglia di 50 che indica crescita dell’attività. Nelle costruzioni, il Construction PMI Total Activity Index, sempre elaborato da S&P Global, è risalito da 45,4 a 49,1: il settore resta in calo, ma la frenata è molto meno intensa rispetto al mese precedente.
I Pmi di S&P sono sondaggi mensili rivolti alle imprese e servono a misurare in tempi rapidi l’andamento di un settore. Sopra quota 50 segnalano espansione rispetto al mese precedente, sotto quota 50 indicano contrazione. Nel caso delle costruzioni, l’indice nasce dalle risposte inviate da un panel di circa 200 imprese edili e misura l’attività complessiva del comparto.
Perché il terziario dà ossigeno all’economia italiana
Il dato dei servizi pesa anche perché ha superato le attese: un sondaggio dell’agenzia Reuters tra 14 analisti indicava una lettura a 51,3, mentre l’indice S&P Global è salito a 52,5. Dopo tre mesi sotto quota 50 tra marzo e maggio, il recupero di luglio rafforza il quadro di un’economia che nella prima metà dell’anno ha tenuto meglio del previsto, con il Pil cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre e dello 0,2% nel secondo.
Nel terziario migliorano anche due indicatori concreti per imprese e famiglie: occupazione e nuovi business. Il sotto-indice del lavoro è salito a 52,7 da 50,4, mentre quello dei nuovi ordini è avanzato a 53,9 da 51,0, raggiungendo il valore più alto dell’anno. Si attenua inoltre la pressione sui costi, con l’indicatore dell’inflazione degli input in calo per il secondo mese consecutivo.
Il quadro generale resta sostenuto dai servizi. Il Pmi composito, che unisce manifattura e servizi, è salito a 52,5 da 50,8, toccando il livello più alto da novembre scorso e segnando il quarto mese consecutivo di espansione. La manifattura, invece, ha mostrato un rallentamento della crescita nell’indagine pubblicata lunedì da S&P Global.
Cantieri in frenata, torna la domanda
L’edilizia resta il punto più fragile. Il dato a 49,1 segnala ancora una riduzione dell’attività, anche se ormai marginale. Il comparto commerciale è stato il più dinamico, con il primo aumento dell’attività in cinque mesi, mentre abitazioni e ingegneria civile hanno continuato a pesare sull’indice complessivo.
Qualche segnale favorevole arriva dalla domanda. I nuovi ordini sono tornati a crescere per la prima volta da febbraio, grazie a gare vinte e a un maggiore interesse dei clienti. Anche l’occupazione è risalita dopo la flessione di giugno, ma il ritmo resta debole. Il freno principale riguarda le prospettive. Circa il 22% delle imprese edili prevede un calo dell’attività nei prossimi dodici mesi, citando incertezza geopolitica e fine dei bonus edilizi. I costi restano un altro nodo: quasi il 28% delle aziende segnala rincari, soprattutto per materie prime, petrolio ed energia. La pressione è meno intensa rispetto ai mesi precedenti, ma continua a pesare insieme ai ritardi nelle forniture.
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