Le 8 aziende italiane che corrono più del resto della manifattura

Dal biotech alla rubinetteria di design, lo studio di Mediobanca Le Principali società italiane 2025 punta i riflettori anche sulle imprese medie che hanno battuto il mercato per crescita e redditività. E il 75% del loro fatturato arriva dall’estero

Le 8 aziende italiane che corrono più del resto della manifatturaUna dipendente di Alfasigma nello stabilimento di Alanno (Pe)© foto di N. Biddau, archivio Alfasigma

C’è un’Italia che cresce oltre la media, conquista mercati internazionali e innova senza perdere la bussola familiare. È l’Italia del Quarto Capitalismo, quella delle imprese manifatturiere di taglia intermedia e a controllo privato italiano, che nel 2024 si sono distinte per un mix di crescita a doppia cifra, redditività solida ed export spinto.

Nel report Le Principali società italiane 2025, l’Area Studi Mediobanca ha selezionato otto aziende che rispondono a due requisiti ben precisi: +20% di crescita del fatturato nel 2024 e utile netto pari ad almeno il 4% dei ricavi sia nel 2023 che nel 2024. Il risultato? Un incremento aggregato delle vendite del 32,4% in un anno in cui l’intera manifattura italiana ha registrato un segno meno (-0,7%).

Chi sono le magnifiche otto

Le più dinamiche coprono settori strategici e differenziati: farmaceutico, microelettronica, food, design di lusso e meccanica. In comune, una forte presenza internazionale: oltre il 75% del fatturato aggregato proviene dall’estero, contro il 51% della manifattura italiana nel complesso. Ecco le otto protagoniste dell’edizione 2025 dello studio Mediobanca:

  • Alfasigma (farmaceutica, Bologna): prima per fatturato con 1,86 miliardi di euro, in crescita del 36,3% grazie a importanti acquisizioni. Export al 62%, Roe al 9,6%.
  • Dompé Holdings (biofarmaceutica, L’Aquila): 1,23 miliardi di fatturato (+27%), l’81% all’estero. Forte focus su innovazione, AI e collaborazione con centri di ricerca globali.
  • Technoprobe (microelettronica, Lecco): unica quotata tra le otto, produce probe card per semiconduttori. +32,7% di ricavi, 97,8% all’export.
  • Bsp Pharmaceuticals (farmaceutica, Latina): +54,5% di crescita, con un fatturato da 533 milioni e quasi il 100% dei ricavi fuori dall’Italia.
  • Branca International (spirits, Milano): storica azienda da 180 anni, oggi più che mai globalizzata. 91% di vendite all’estero, in forte espansione in Argentina.
  • Sabelli (caseario, Ascoli Piceno): +20,3% grazie all’integrazione di Stella Bianca e a una spinta sull’export dei freschi.
  • Gessi Holding (rubinetteria e arredo bagno, Vercelli): design e wellness d’alta gamma, con un export all’80% e una crescita del 23,9%.
  • Flamma (chimico-farmaceutico, Bergamo): 200 milioni di ricavi, 90% all’estero, nuovo impianto in Cina e investimenti in transizione green.

Queste aziende si distribuiscono tra Nord, Centro e Sud Italia, con tre presenze lombarde, una piemontese, due realtà centrali e due nel Mezzogiorno (entrambe in Abruzzo).

A differenza dei big dell’industria italiana – dominati da colossi pubblici come Eni, Enel e Poste Italiane, che guidano le classifiche per fatturato e utili come visto nel primo articolo di questa serie – le protagoniste del Quarto Capitalismo sono più piccole, ma mostrano performance ben più brillanti. In particolare, emergono per capacità di generare valore, penetrare i mercati esteri e innovare in settori ad alta intensità tecnologica.

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