Quando si parla di caldaie in Italia, viene subito in mente Riello. Un marchio storico nato a Legnago, in provincia di Verona, simbolo di un settore industriale in forte evoluzione, tra sensori, digitalizzazione e IoT. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Corriere della Sera, il gruppo è stato messo in vendita da Carrier International, colosso americano che lo aveva acquisito nel 2005 insieme a Beretta, altro nome di riferimento nel comparto.
Il processo di vendita, avviato dopo l’acquisizione della tedesca Viessmann da parte di Carrier, prevede che le offerte vincolanti arrivino entro metà dicembre. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha fissato per il 18 dicembre un incontro con i sindacati, che hanno già espresso preoccupazione per il futuro occupazionale.
Ariston, ma non solo: chi è in corsa per Riello
Il gruppo Riello genera oggi 430 milioni di euro di fatturato, quasi il doppio rispetto al 2015, con margini di redditività ancora elevati. Una lunga storia iniziata nel 1922 con Pilade Riello, pronta ora a scrivere un nuovo capitolo. Secondo il Corriere, l’advisor Bank of America ha ricevuto diverse manifestazioni d’interesse, tra cui quelle di Ariston, guidato da Paolo Merloni, e di Ferroli, sostenuta dal fondo Attestor.
Oltre ai pretendenti italiani, sul dossier Riello ci sarebbero anche giganti cinesi come Haier e Midea, attivi nel settore HVAC e forti di un fatturato globale da circa 20 miliardi di dollari. Questi attori guardano con attenzione a un mercato in trasformazione, tra transizione energetica e digitalizzazione, in cui Riello rappresenta una pedina strategica.
La portata dell’operazione è tale da attirare l’interesse del governo italiano, anche per via del possibile ricorso al golden power: un meccanismo che consente all’esecutivo di intervenire per tutelare asset strategici. La filiera del riscaldamento, infatti, ha ricadute anche nei settori dell’industria, della difesa, dell’agricoltura e della farmaceutica, oltre che nelle abitazioni.
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