Kering, Gucci migliora ma l’utile scende del 60%

Il Ceo De Meo rivendica i primi segnali di ripresa nel secondo trimestre, mentre il Gruppo resta alle prese con ricavi semestrali ancora fragili

Kering, Gucci migliora ma l’utile scende del 60%Il Ceo di Kering, Luca de Meo© Photo by Lionel Hahn/Getty Images

Kering prova a rialzare la testa, ma la ripresa resta ancora da consolidare. Il Gruppo francese del lusso è tornato a crescere nel secondo trimestre, con ricavi a 3,65 miliardi di euro, in aumento dell’1% a cambi correnti e del 2% su base comparabile. È il dato positivo dentro una semestrale segnata dal forte calo dell’utile.

Nel primo semestre, infatti, il fatturato si è attestato a 7,22 miliardi di euro, in flessione del 3% a cambi correnti ma in crescita dell’1% a perimetro comparabile. L’utile netto attribuibile al Gruppo è sceso invece a 189 milioni di euro, contro i 474 milioni dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 60%.

Kering e Gucci, il miglioramento passa dal retail

Il passaggio chiave è nel miglioramento sequenziale. Luca de Meo ha parlato di “primi segnali di progresso” nella desiderabilità dei marchi, nella dinamica commerciale e nella performance operativa, sottolineando il ritorno alla crescita dei ricavi nel trimestre. Il Gruppo rivendica l’impatto delle misure avviate per rafforzare i brand, semplificare l’organizzazione e aumentare l’efficienza.

La redditività operativa tiene: il risultato operativo ricorrente è rimasto a 921 milioni di euro, con un margine del 12,8%, in miglioramento di 40 punti base rispetto al primo semestre 2025. La razionalizzazione della rete prosegue: dopo 75 chiusure nette nel 2025, nel semestre sono state chiuse 84 boutique sulle 100 previste per l’intero 2026, mentre le vendite della rete retail diretta sono rimaste stabili nel semestre e cresciute nel secondo trimestre.

Il nodo resta Gucci. Nel trimestre il marchio ha registrato ricavi per 1,41 miliardi di euro, in calo del 3% a cambi correnti e del 2% su base comparabile, ma con un miglioramento di 7 punti percentuali rispetto al primo trimestre. Nel semestre i ricavi sono stati pari a 2,76 miliardi, in flessione del 9% a cambi correnti. Le nuove collezioni, tra cui Borsetto e Paparazzo, hanno sostenuto la visibilità del brand, mentre le partnership con Alpine e L’Oréal su Gucci Beauty dovrebbero rafforzarne la proiezione internazionale.

A compensare la fragilità della moda è soprattutto la gioielleria: Kering Jewelry ha segnato nel trimestre ricavi per 252 milioni, in crescita del 18% su base comparabile, mentre Kering Eyewear è salita dell’8% a 476 milioni. Il debito netto è sceso a 3,3 miliardi, dagli 8 miliardi di fine 2025, anche grazie alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal.

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