Italia, crescita debole nel 2025: Pil +0,5% e deficit al 3,1%

Quarto anno consecutivo sotto l’1%, debito oltre il 137% del Pil e uscita dalla procedura Ue rinviata. Per il 2026 attesa un’accelerazione moderata allo 0,8%

Italia, Pil 2025: meglio del previsto e disoccupazione in calo, ma restano sfide strutturali© Shutterstock

L’Italia ha chiuso il 2025 con una crescita economica modesta ma positiva: il Pil è aumentato dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Questo è quanto emerge dagli ultimi dati Istat. I numeri confermano una dinamica di espansione lenta della maggiore economia dell’Eurozona, riflettendo sia l’andamento della domanda interna che un contesto globale ancora incerto.

Il rapporto tra deficit pubblico e Prodotto interno lordo – nell’ultimo anno – si è ridotto al 3,1%, contro il 3,4% del 2024, ma ha comunque superato il limite del 3% previsto dai vincoli di bilancio europei. Questo risultato marginalmente al di sopra della soglia impedisce, almeno per ora, al nostro Paese di uscire dalla procedura per deficit eccessivo dell’Unione Europea con un anno di anticipo, come era nelle intenzioni del governo.

Il quadro economico dell’Italia e le previsioni per il 2026

Nonostante in Italia il Pil del 2025 sia aumentato, la dinamica economica resta debole, con quattro anni consecutivi di crescita sotto l’1%. Ciò succede a dispetto degli ingenti fondi europei legati al Recovery Plan che hanno sostenuto investimenti e domanda domestica. Analisti internazionali osservano che il contesto di crescita globale moderata, unitamente a incertezze legate alla domanda estera, continua a frenare le prospettive di espansione dell’economia italiana.

Una sfida aggiuntiva riguarda il debito pubblico, che si attesta su livelli molto elevati. Nel 2025 il rapporto debito/Pil è salito a oltre il 137%, il secondo più alto dell’Eurozona dopo la Grecia. Il peso degli oneri finanziari sulla spesa pubblica e l’assenza di significative accelerazioni della crescita sollevano preoccupazioni sulla sostenibilità dei conti a medio termine.

Tuttavia, alcune proiezioni prospettano un rallentamento dell’inflazione e un incremento moderato dell’occupazione, fattori che potrebbero facilitare un miglioramento nel biennio 2026-2027. Secondo le stime Istat, il Prodotto interno lordo italiano dovrebbe accelerare leggermente, raggiungendo un +0,8% nel 2026, sostenuto dalla domanda interna e da investimenti legati al Pnrr

Nel complesso, l’economia italiana mostra segnali di tenuta ma resta vulnerabile. La crescita lenta e il persistente elevato debito pubblico continuano a porre sfide rilevanti per la politica economica e per il rispetto delle regole fiscali europee nei prossimi anni.

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