Istat, segnali di ripresa per l’industria italiana

A maggio crescono valore e volumi, confermando la resilienza del sistema produttivo italiano

Istat, segnali di ripresa per l'industria italiana© Shutterstock

Arrivano segnali incoraggianti dall’economia italiana. A maggio 2026 il fatturato dell’industria ha registrato una crescita del 5,3% su base annua, mentre quello dei servizi è aumentato del 3,9%, confermando una fase di espansione che coinvolge entrambi i principali comparti produttivi del Paese. A evidenziarlo sono gli ultimi dati diffusi dall’Istat, che mostrano un miglioramento non solo in termini di valore, ma anche di volumi, indicando una crescita sostenuta dall’attività produttiva e non esclusivamente dall’andamento dei prezzi.

Nel dettaglio, rispetto ad aprile il fatturato dell’industria è aumentato dello 0,6% in valore e dello 0,3% in volume, mentre nei servizi la crescita congiunturale è stata dello 0,2% sia in valore sia in volume. Sul fronte tendenziale, corretto per gli effetti di calendario, l’industria ha segnato un incremento del 5,3% in valore e dell’1,5% in volume. I servizi hanno invece registrato un aumento del 3,9% in valore e dell’1% in volume.

I settori che trainano l’industria

Secondo l’Istat, la crescita mensile dell’industria è stata trainata soprattutto dalla domanda estera, un elemento che conferma la buona capacità competitiva delle imprese italiane sui mercati internazionali nonostante le persistenti incertezze del contesto economico globale. Per quanto riguarda il settore dei servizi, gli incrementi più significativi hanno interessato le attività professionali, scientifiche e tecniche, comparti sempre più centrali nella trasformazione dell’economia nazionale.

Positivo anche il quadro relativo al trimestre marzo-maggio. In questo periodo il fatturato dell’industria è cresciuto del 2,3% in valore, pur registrando una lieve flessione dei volumi (-0,7%). I servizi, invece, hanno evidenziato un incremento dell’1,6% in valore e dello 0,2% in volume, confermando una dinamica complessivamente favorevole.

L’incremento dei volumi

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda proprio la crescita dei volumi. Negli ultimi mesi, infatti, diversi indicatori economici avevano mostrato aumenti del fatturato legati soprattutto all’inflazione. I dati di maggio indicano invece che l’espansione coinvolge anche le quantità effettivamente prodotte e vendute, suggerendo un rafforzamento della domanda reale.

Nel comparto dei servizi, il commercio all’ingrosso ha registrato una crescita del 4% in valore, mentre gli altri servizi hanno segnato un aumento del 3,8%, accompagnato anche da un incremento dei volumi pari all’1,5%. Si tratta di un andamento che riflette la buona tenuta delle attività legate alle imprese e ai servizi professionali.

I numeri diffusi dall’Istat si inseriscono in un contesto che mostra un progressivo miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Già tra marzo e aprile erano emersi segnali di recupero del fatturato industriale, ma i dati di maggio evidenziano un’accelerazione, soprattutto grazie al contributo dei mercati esteri e alla maggiore vivacità della domanda.

Sebbene il quadro macroeconomico resti influenzato dalle tensioni geopolitiche, dall’evoluzione del commercio internazionale e dalle politiche monetarie delle principali banche centrali, gli ultimi indicatori confermano una fase di resilienza del sistema produttivo italiano. La combinazione tra crescita del fatturato e aumento dei volumi rappresenta infatti un segnale positivo per le prospettive dell’industria e del terziario nella seconda parte del 2026.

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