Istat, export in crescita nel primo trimestre 2026: Toscana in testa con +30,2%

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Secondo l’Istat, l’export italiano apre il 2026 con un segnale positivo. Secondo gli ultimi dati diffusi, nel primo trimestre dell’anno le esportazioni nazionali sono aumentate dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato moderato a livello nazionale, ma caratterizzato da forti differenze territoriali e da performance eccezionali in alcune regioni.

A trainare la crescita è soprattutto il Centro Italia, che registra un incremento del 13,8%. Il dato è sostenuto in larga parte dalla Toscana, che mette a segno un aumento record del 30,2%, risultando la regione con la migliore performance del Paese.

Tutti i dati diffusi dall’Istat

Secondo l’Istat, il boom dell’export dalla Toscana è legato principalmente all’aumento delle vendite all’estero di metalli di base, prodotti in metallo e articoli farmaceutici. Questi comparti hanno contribuito in modo significativo alla crescita complessiva dell’export nazionale, confermando il ruolo strategico della manifattura ad alto valore aggiunto e delle produzioni specializzate del territorio.

Oltre alla Toscana, tra le regioni più dinamiche figurano l’Abruzzo con un +23,5%, la Liguria con un +20,8%, la Basilicata con un +18,2% e le Marche che ha registrato un +15,5%. Sul fronte opposto emergono invece le difficoltà di alcune aree del Paese, con cali significativi registrati in Friuli-Venezia Giulia con un -35,4%, la Sardegna si è attestata a -21,1%, la Sicilia ha registrato un -18,1%, la Valle d’Aosta un -13,3% e il Lazio un -11,4%.

L’analisi dei mercati di destinazione evidenzia inoltre una forte crescita delle esportazioni toscane verso la Svizzera (+537,3%) e la Cina (+104,4%). Importanti contributi sono arrivati anche dalle vendite verso gli Stati Uniti da parte di Veneto, Abruzzo e Marche, a conferma della rilevanza dei mercati extraeuropei per la competitività delle imprese italiane.

La situazione a livello provinciale

Dal punto di vista territoriale, le province che hanno offerto il contributo più significativo alla crescita dell’export sono state Arezzo, Firenze, Massa-Carrara, Venezia e Varese. Si tratta di realtà fortemente specializzate nei settori manifatturieri, farmaceutici e dei beni ad alto contenuto tecnologico.

I dati del primo trimestre confermano dunque la resilienza del sistema produttivo italiano e la capacità di alcuni distretti industriali di intercettare la domanda internazionale. Tuttavia, le forti differenze regionali evidenziano la necessità di rafforzare la competitività delle aree in maggiore difficoltà, in un contesto globale ancora caratterizzato da incertezza economica e tensioni commerciali.

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