iRobot, l’azienda che produce gli aspirapolvere Roomba, ha dichiarato fallimento

Il principale produttore dei suoi dispositivi, la cinese Picea Robotics con sede a Shenzhen, ne acquisirà la proprietà

iRobot, l'azienda che produce gli aspirapolvere Roomba, ha dichiarato fallimento© Shutterstock

iRobot, l’azienda che ha ideato e prodotto gli aspirapolvere Roomba, ha presentato istanza di fallimento. L’azienda statunitense trasferirà la propria attività a due società cinesi e non sarà più quotata in Borsa. La decisione è arrivata dopo che è stato raggiunto un accordo di ristrutturazione, in base al quale la società sarà acquisita dal suo principale finanziatore e produttore, Shenzhen Picea Robotics Co. e Santrum Hong Kong Co.

La società si è dovuta arrendere dopo che si è trovata ad affrontare la forte concorrenza del Made in China e in seguito ai dazi doganali. In sostanza, la situazione commerciale odierna l’ha costretta ad abbassare i prezzi e a investire sulle nuove tecnologie. Tuttavia, i dazi Usa del 46% sulle merci provenienti dal Vietnam, dove viene prodotta la maggior parte dei dispositivi iRobot destinati al mercato americano, hanno aumentato i costi del 2025 per l’azienda di 23 milioni di dollari.

I dettagli dell’operazione

In base alla procedura stabilita da iRobot, l’azienda che ha ideato gli aspirapolvere Roomba, il principale produttore dei suoi dispositivi, Picea Robotics con sede a Shenzhen, ne acquisirà la proprietà. Gary Cohen, a.d. di iRobot, ha dichiarato in un comunicato che “l’annuncio di oggi segna una tappa fondamentale per garantire il futuro a lungo termine di iRobot”. Ha anche specificato che rafforzerà la posizione finanziaria e garantirà continuità ai suoi consumatori, clienti e partner. Il target dell’azienda non si accorgeranno di nulla, non ci saranno interruzioni nella produzione.

Per fortuna, il settore degli aspirapolvere non sta attraversando crisi, come invece sta accadendo a quello automobilistico. Stando ai dati ResearchAndMarkets, nel 2024 il mercato globale dei robot ha raggiunto un valore di circa 9,37 miliardi di dollari, ma le previsioni più recenti parlano di un’espansione fino a 31,7 miliardi entro il 2033, con un tasso di crescita annuo composto stimato fino al 16,97%. Si tratta di numeri che ingolosiscono pure aziende che operano in altri settori. Ad ampliare i margini di espansione sono i miglioramenti nell’intelligenza artificiale, l’integrazione nella casa connessa e la crescente esigenza di soluzioni autonome per famiglie, professionisti e anziani sempre più impegnati e interconnessi.

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