Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre 2026 con 5,554 miliardi di euro di utile netto, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il secondo trimestre si ferma a 2,793 miliardi, confermando una fase di forte redditività per il Gruppo guidato da Carlo Messina.
Per l’amministratore delegato sono i “migliori sei mesi della nostra storia, grazie anche al miglior trimestre di sempre”. Un risultato che porta la banca ad alzare le previsioni per l’intero esercizio: l’utile netto 2026 è ora atteso a oltre 10 miliardi di euro.
La crescita dei risultati si traduce anche in una remunerazione molto alta per gli azionisti. Nel primo semestre Intesa Sanpaolo ha già maturato 5,3 miliardi di euro da distribuire, di cui 4,2 miliardi sotto forma di dividendi. Circa 3,8 miliardi sono previsti come acconto dividendi a novembre.
Per tutto il 2026, il Gruppo stima distribuzioni complessive per circa 9,4 miliardi di euro, tra cedole e riacquisti di azioni proprie. La politica resta quindi generosa, sostenuta da ricavi in aumento e costi sotto controllo. La banca registra proventi operativi netti per 14,533 miliardi, in crescita del 5,3%. Salgono anche le commissioni nette, a 5,131 miliardi, e il risultato dell’attività assicurativa, a 973 milioni. Il Gruppo insiste sulla tenuta del modello: più ricavi, maggiore efficienza e una forte spinta dalle attività legate alla gestione del risparmio, alla protezione assicurativa e alla consulenza.
La solidità dei conti rafforza anche la posizione del gruppo nel dossier Monte dei Paschi e Opas di Intesa Sanpaolo, indicato da Messina come parte di un progetto per creare una banca “ancora più solida e profittevole”. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2029 a 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, con un utile netto superiore a 16 miliardi e distribuzioni agli azionisti stimate in 61 miliardi tra 2025 e 2029.
Più credito all’economia reale
Il semestre mostra anche una riduzione dei costi operativi, scesi dello 0,7% a 5,222 miliardi. Il rapporto tra costi e ricavi si attesta al 35,9%, livello che la banca indica tra i migliori nel sistema europeo. Sul fronte del credito, Intesa Sanpaolo ha erogato circa 44 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel semestre, di cui circa 25 miliardi in Italia. Di questi, circa 23 miliardi sono andati a famiglie e piccole e medie imprese. Altri 9,7 miliardi sono stati destinati alla transizione sostenibile e 3 miliardi al credito sociale.
Le attività finanziarie della clientela superano 1.500 miliardi di euro, arrivando a 1.511 miliardi. Per Messina, il dato conferma la fiducia dei clienti e la forza del modello di banca costruito negli ultimi anni.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




