Inps, pensioni solide ma il nodo sono i prossimi 30 anni

Invecchiamento, calo delle nascite e nuove tecnologie impongono un welfare più moderno

Inps, pensioni solide ma il nodo sono i prossimi 30 anni© Photo by Simona Granati/Corbis via Getty Images)

Il sistema previdenziale italiano è oggi in equilibrio, ma dovrà prepararsi ad affrontare trasformazioni profonde nei prossimi decenni. È il messaggio lanciato dal presidente dell’Inps, Gabriele Fava, intervenuto durante il Forum Ansa dedicato ai temi delle pensioni, del lavoro e del welfare.

Secondo Fava, “il sistema previdenziale e pensionistico sta in piedi, è solido”, ma questa condizione non deve indurre a sottovalutare le sfide che attendono il Paese. Tra i principali fattori di rischio figurano l’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. Il momento attuale, caratterizzato da una sostanziale stabilità del sistema, rappresenta quindi l’occasione per progettare un modello di welfare capace di garantire sostenibilità anche nei prossimi venti o trent’anni.

Le dichiarazioni di Gabriele Fava

Il presidente dell’Inps, Fava, ha utilizzato una metafora efficace: il tetto di una casa si ripara quando c’è il sole, non quando piove. Allo stesso modo, le riforme previdenziali dovrebbero essere pianificate in una fase di equilibrio, senza attendere che le criticità diventino emergenze.

Le prospettive demografiche rappresentano infatti uno degli aspetti più delicati. La progressiva crescita della popolazione anziana e la riduzione della forza lavoro rischiano di modificare il rapporto tra contribuenti attivi e pensionati, rendendo necessario un rafforzamento delle politiche per l’occupazione, soprattutto a favore di giovani e donne, oltre a una maggiore diffusione della previdenza complementare. Questi temi sono al centro della strategia delineata dall’Istituto nazionale di previdenza sociale negli ultimi mesi.

Un’altra variabile destinata a incidere sul sistema è l’intelligenza artificiale. L’automazione e le nuove tecnologie potrebbero trasformare profondamente il mercato del lavoro, modificando professioni, competenze richieste e continuità contributiva. Per questo motivo, secondo Fava, sarà necessario costruire un welfare più moderno, capace di accompagnare le transizioni occupazionali e di adattarsi ai cambiamenti economici e sociali.

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