Indice Pmi dell’Eurozona, l’economia ai massimi da tre anni e mezzo

Italia seconda nell’Eurozona per debito pubblico: numeri, cause e prospettive© Shutterstock

L’economia dell’Eurozona accelera a settembre e il settore privato registra il ritmo di crescita più rapido degli ultimi tre anni e mezzo: Secondo la stima preliminare di S&P Global, infatti, l’indice Pmi composito è salito a 53,1 punti dai 52 di agosto. Si tratta del terzo mese consecutivo di espansione dell’attività economica dell’area. Un valore superiore a 50 indica infatti una crescita rispetto al mese precedente.

A trainare il miglioramento è soprattutto il comparto dei servizi. Il relativo indice è passato da 51,6 a 53 punti, segnando un’accelerazione significativa. Il risultato indica un rafforzamento dell’attività nel terziario e contribuisce in modo decisivo al dato complessivo dell’area euro.

I dati aggiornati

Più stabile, invece, il settore manifatturiero. L’indice Pmi dell’industria dell’Eurozona è rimasto a 52,7 punti, lo stesso livello registrato ad agosto. Anche in questo caso il valore resta sopra la soglia dei 50 punti, confermando un quadro di espansione, ma senza un ulteriore miglioramento rispetto al mese precedente. I dati segnalano inoltre un rafforzamento degli ordini, con una crescita che, secondo S&P Global, è stata la più intensa da maggio 2022.

Il miglioramento interessa anche le principali economie dell’area. In Germania il dato composito è salito a 53,8 punti. In Francia è passato da 48,5 a 51,2, tornando quindi sopra la soglia che indica espansione. I risultati dei due Paesi contribuiscono al rafforzamento del quadro complessivo dell’Europa, pur mostrando dinamiche differenti tra industria e servizi.

La crescita, tuttavia, si accompagna a nuove pressioni sui costi. Secondo S&P Global, a settembre sono aumentati sia i costi sostenuti dalle imprese sia i prezzi applicati ai clienti, anche in relazione al rincaro dell’energia. Il fenomeno rappresenta un elemento rilevante per la politica monetaria della Banca centrale europea.

L’accelerazione registrata dai Pmi è compatibile con una crescita del Pil della zona euro intorno allo 0,4% su base trimestrale. La lettura resta comunque preliminare e dovrà essere valutata insieme ai successivi dati macroeconomici. Il quadro di settembre mostra quindi un’economia più dinamica, ma ancora esposta alle tensioni geopolitiche e alle pressioni inflazionistiche. La fiducia delle imprese resta inoltre condizionata dall’incertezza internazionale e dalla cautela sulle prospettive future.

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