Le imprese italiane dimostrano una notevole capacità di adattamento, anche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI). È quanto emerge dall’indagine realizzata da EY Private in collaborazione con Swg in occasione della nuova edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno. In base allo studio, il 78% delle aziende ha affrontato gli shock degli ultimi anni senza subire perdite significative e ben il 31% è riuscito addirittura a crescere.
La forza di queste imprese si fonda soprattutto su innovazione, efficienza operativa e revisione dei modelli di business. Lo studio, condotto lo scorso maggio su circa 70 aziende italiane di medio-grandi dimensioni, evidenzia come il sistema produttivo continui a investire con una prospettiva di lungo periodo. Il 97% delle imprese prevede infatti nuovi investimenti nel prossimo biennio, concentrati principalmente sulle tecnologie di produzione e sul rinnovo dei macchinari, nel 58% dei casi, e su ricerca e sviluppo nel 49%.
Le previsioni degli imprenditori
Le aspettative per il futuro restano positive per le imprese italiane, che si stanno adattando ai cambiamenti senza dimenticare la rilevanza dell’AI. Il 63% degli imprenditori prevede un’evoluzione favorevole nei prossimi cinque anni, pur ipotizzando una crescita graduale. Parallelamente, il 67% si dichiara fiducioso nella capacità innovativa del tessuto imprenditoriale italiano, anche se permane una visione più critica sulla competitività complessiva del Paese nello scenario internazionale.
L’intelligenza artificiale si conferma uno dei principali motori della trasformazione aziendale. Oltre la metà delle imprese, precisamente il 55%, ha già avviato o completato progetti di adozione dell’AI. Il 42% prevede investimenti complessivi superiori a 500 mila euro nei prossimi anni. Le applicazioni riguardano soprattutto l’analisi dei dati (nel 68% dei casi), l’automazione delle attività amministrative (nel 45%) e l’ottimizzazione dei processi produttivi (nel 39%). Per il 63% degli imprenditori, l’AI rappresenta soprattutto uno strumento per aumentare l’efficienza e migliorare la produttività.
Lo scenario resta tuttavia complesso. L’instabilità geopolitica continua a incidere sui margini di profitto e sulla domanda, oltre a creare difficoltà nella supply chain. A queste criticità si aggiunge il problema del reperimento delle competenze. L’84% delle aziende è alla ricerca di personale e il 43% segnala crescenti difficoltà nel trovare profili adeguati, soprattutto tecnico-operativi.
Per rispondere alle nuove sfide, le imprese puntano sempre più su digitalizzazione, formazione continua e sviluppo delle competenze in intelligenza artificiale. Una strategia che conferma come innovazione tecnologica, capitale umano e capacità di adattamento rappresentino oggi i principali fattori di competitività per l’imprenditoria italiana.
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