Il lusso personale torna su una traiettoria di crescita, ma con basi diverse rispetto al passato. La dodicesima edizione del True-Luxury Global Consumer Insights di Boston Consulting Group e Altagamma stima per il 2026 un aumento tra il 2% e il 5%, con un’accelerazione attesa tra il 4% e il 7% entro il 2029.
La ricerca, basata su oltre 10 mila consumatori in 11 mercati globali, indica un mercato meno dipendente dagli acquisti occasionali, dai clienti aspirazionali e dalle vendite legate al turismo. Crescono invece il peso dei clienti più fidelizzati, della spesa locale e delle categorie legate a lifestyle ed esperienze.
Crescita più solida e meno ostentazione
Secondo lo studio, la piramide dei consumi diventa più bilanciata. Il segmento Top Tier, con una spesa annua superiore a 50 mila euro, ha portato la propria quota sugli acquisti di lusso dal 14% al 24% tra il 2015 e il 2025. Anche gli aspirazionali mostrano segnali di recupero: oltre il 75% prevede di mantenere o aumentare la spesa nei prossimi 18 mesi.
Cambiano però le motivazioni d’acquisto. Status e visibilità del logo perdono peso, mentre salgono valori come gratificazione personale, tempo, salute e longevità. Restano centrali design, artigianalità e valore nel tempo. Il prezzo, invece, diventa un freno: il 70% dei consumatori ha rinunciato a un acquisto negli ultimi dodici mesi perché ritenuto ingiustificato.
L’intelligenza artificiale è già entrata nelle abitudini dei clienti del lusso: quasi nove consumatori su dieci usano strumenti di AI e AI generativa ogni settimana, e il 79% li utilizza per cercare prodotti o esperienze. Per i brand, il messaggio dello studio è chiaro: il consumatore è pronto a tornare, ma chiede più qualità, coerenza e strumenti digitali all’altezza.
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