Il Gruppo Fs accelera su treni, energia e investimenti: torna l’utile

Il gruppo ferroviario chiude il 2025 con 18 miliardi investiti e rilancia: crescita su passeggeri, rinnovabili e grandi opere, con l’obiettivo di 500 milioni di utile

Il Gruppo Fs accelera su treni, energia e investimenti: torna l’utilePhoto by Alessandro Rota/Getty Images

Il 2025 segna un punto di svolta per il Gruppo Ferrovie dello Stato (FS), che archivia l’anno con oltre 18 miliardi di investimenti, punta a chiudere in utile e guarda già a un piano industriale che prevede 177 miliardi entro il 2034. A confermarlo è Stefano Donnarumma, amministratore delegato del Gruppo, che ha delineato visione e priorità in tre interviste pubblicate nella stessa giornata da la Repubblica, Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore.

Nel bilancio di fine anno, spiccano i progressi sul fronte dell’affidabilità: secondo il numero uno di FS, oltre 35.000 treni sono rientrati nei tempi di riferimento, nonostante la presenza di 1.200 cantieri aperti lungo la rete. La puntualità sull’Alta Velocità è migliorata di 10 punti percentuali, superando gli obiettivi iniziali. Sul fronte della domanda, i passeggeri nazionali hanno raggiunto quota 577 milioni, mentre quelli internazionali sono cresciuti del 15%, a 253 milioni.

Infrastrutture e acquisizioni

A preoccupare è la fragilità della filiera delle costruzioni, con poche imprese capaci di reggere il peso delle grandi commesse. In questo scenario, Fs guarda ad acquisizioni mirate, con l’obiettivo di mettere in sicurezza cantieri strategici, come nel caso del ramo ferroviario di Pizzarotti, coinvolto in opere chiave come il nodo di Firenze, la Napoli-Bari e la Salerno-Reggio Calabria.

Lo stesso approccio vale per Firema, storica azienda costruttrice di treni oggi in difficoltà. Il gruppo intende preservare un sito produttivo centrale per la realizzazione di Intercity e treni notte, evitando stop produttivi che comporterebbero “anni persi e decine di milioni di danni”.

In assenza di nuove risorse pubbliche, FS esplora modelli di finanziamento alternativi per l’Alta Velocità, a partire dal sistema Rab, già in uso nei settori gas ed energia. La proposta prevede l’apertura del 40% della rete AV, con un ritorno atteso di 4 miliardi, a fronte di un valore regolatorio stimato in 10 miliardi. L’obiettivo è garantire la sostenibilità delle prossime grandi opere, come la linea Salerno-Reggio Calabria AV.

FS Energy e il piano rinnovabili da 2 GW

Il gruppo è anche il principale consumatore di energia elettrica in Italia, con 7,5 TWh annui, pari al 2% della domanda nazionale. Per ridurre la dipendenza dal mercato e i costi – 1,1 miliardi di euro l’anno – è nata Fs Energy, nuova società incaricata di guidare lo sviluppo energetico.

L’obiettivo è ambizioso: installare 2 gigawatt di rinnovabili entro il 2034, coprendo il 40% dei consumi e tagliando la bolletta di 200 milioni di euro in quattro anni. Già assegnati 275 GWh annui con contratti a lungo termine a Enel, Edison ed Erg, mentre sono in gara altri 400 GWh tramite impianti fotovoltaici da sviluppare lungo la rete AV. Alcuni impianti sono già attivi, come quelli a Padova e nell’agro foggiano.

Infine, Fs si prepara a separarsi da Anas, in vista del passaggio della società stradale al Tesoro. Un’operazione che, secondo Donnarumma, non avrà impatti patrimoniali e anzi permetterà al gruppo di concentrarsi sul suo core business: il trasporto ferroviario.

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