Il 90% degli italiani si informa sull’economia, pochi approfondiscono

Il 58% si affida a media generalisti o social. Tra i giovani il ricorso a fonti tecniche scende ancora, proprio mentre cresce l’interesse per l’economia

Il 90% degli italiani si informa sull’economia, pochi approfondiscono© Shutterstock

Gli italiani seguono l’economia, ma solo una minoranza cerca informazioni attraverso fonti specializzate. L’89% dichiara infatti interesse per temi economici e finanziari, mentre appena il 31% consulta testate e canali verticali. Il dato emerge dall’indagine Radar Swg presentata alla Camera dei deputati durante l’evento Fatti non cose. Raccontare l’economia, organizzato da Fondazione Lottomatica.

Il divario tra attenzione e approfondimento è uno degli elementi più rilevanti della ricerca. Il 58% degli intervistati rientra tra gli “informati passivi”: segue l’economia attraverso media generalisti, social e siti non specialistici, senza ricercare abitualmente fonti verticali. Solo l’11% dichiara invece un completo disinteresse per la materia.

La distanza aumenta tra le generazioni più giovani. Tra i Millennials gli informati passivi arrivano al 66%, mentre nella Gen Z appena il 18% utilizza fonti specialistiche. Tra i Baby Boomers la quota sale invece al 37%. Il risultato mostra quanto l’informazione economica abbia raggiunto un pubblico molto ampio, ma anche quanto resti limitato il ricorso a strumenti capaci di spiegare con maggiore profondità mercati, imprese, finanza pubblica e trasformazioni industriali.

Quando devono definire che cosa sia l’economia, gli italiani partono soprattutto dai bisogni delle persone: il 20% la identifica con l’insieme di attività e risorse necessarie a soddisfarli. Un altro 17% la associa invece alla creazione, distribuzione e consumo di beni e ricchezza.

Sulle priorità di investimento, gli intervistati collocano nettamente al primo posto la sanità, indicata dal 56%, seguita da istruzione e formazione e dalle energie rinnovabili, entrambe al 43%. Più indietro turismo e agricoltura, al 30%, e biotecnologie e salute, al 27%.  Il divario con i settori ad alta tecnologia è ampio: intelligenza artificiale e robotica raccolgono il 17% delle indicazioni, la stessa quota dell’artigianato, mentre la difesa si ferma al 13%.

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