Italian Founders Fund (Iff) chiude il final closing a oltre 100 milioni di euro e rafforza il suo ruolo di piattaforma di Venture Capital nata da Founder per i Founder. Il fondo, creato all’interno di Koinos Capital Sgr, supera così il target iniziale di raccolta di 60 milioni.
Il tratto distintivo del progetto è la rete degli imprenditori coinvolti: oltre 100 founder dell’ecosistema digitale e imprenditoriale italiano, legati a unicorni, società quotate ed exit di successo. Tra i nomi figurano Davide Dattoli di Talent Garden, Riccardo Donadon di H-Farm, Luca Ferrari di Bending Spoons, Simone Mancini di Scalapay, Riccardo Zacconi di King.com e Giada Zhang di Mulan Group.
Operativo da novembre 2023, Iff aveva previsto inizialmente circa 25 operazioni. In due anni ha già investito oltre 40 milioni di euro in 32 startup, superando in anticipo gli obiettivi fissati alla partenza.
Nel portafoglio compaiono realtà come JetHR, Compri, Brum, Pillar, Complaion, Sava, Cato e ReportAid. Le società partecipate hanno creato complessivamente più di 1.000 posti di lavoro e raggiunto migliaia di clienti.
Startup e capitali internazionali
Il fondo guarda anche ai founder italiani attivi fuori dal Paese. Il portafoglio include 10 società estere fondate da imprenditori italiani e quattro aziende internazionali che, con il supporto di Iff, hanno aperto un nuovo headquarter in Italia.
Forte anche il legame con gli investitori globali: circa 24 startup del portafoglio vedono la presenza di operatori esteri. Il fondo ha coinvestito con player come Y Combinator, Balderton Capital, PayPal Ventures, Eurazeo, Partech, Exor, Speedinvest e altri fondi internazionali.
Per Lorenzo Franzi, partner di Italian Founders Fund, il closing oltre 100 milioni “testimonia la crescita e il rafforzamento dell’ecosistema tecnologico italiano”. Francesco Fumagalli, Founding Partner di Koinos Capital Sgr, parla invece di un progetto che intercetta “a monte le innovazioni tecnologiche” e le porta sul mercato come leve di competitività per le aziende.
© Riproduzione riservata
Da sinistra, Lorenzo Franzi e Francesco Fumagalli




