Golden Goose in Asia: punta un a miliardo di ricavi con Hsg e Temasek

Golden-GooseShutterstock

Golden Goose guarda all’Asia per sostenere la prossima fase della sua crescita. Il marchio italiano delle sneaker di lusso, che nel 2025 ha registrato ricavi per 734 milioni di euro, punta a raggiungere il traguardo del miliardo di euro facendo leva su una presenza più forte nei mercati orientali, dove oggi realizza circa il 12% del fatturato.

La strategia è sostenuta dall’ingresso nel capitale della società cinese Hsg (HongShan) come nuovo azionista di controllo e del fondo sovrano di Singapore Temasek, partner considerati strategici per rafforzare la presenza del brand in un’area che continua a rappresentare uno dei principali motori della domanda globale di beni di lusso.

L’amministratore delegato Silvio Campara ha spiegato che l’obiettivo non è inseguire i ritmi del fast fashion, ma consolidare un modello fondato su unicità, artigianalità e coinvolgimento diretto dei clienti. Uno dei pilastri della strategia è infatti la co-creation, il servizio che consente ai consumatori di personalizzare le proprie sneaker. Oggi circa il 30% delle scarpe vendute nasce attraverso questo processo, una quota in costante crescita.

I punti di forza di Golden Goose

A sostenere i risultati di Golden Goose, che ora guarda all’Asia, è anche il modello Direct-to-Consumer. Nei primi mesi del 2026 l’81% dei ricavi è arrivato dai negozi monomarca e dall’e-commerce proprietario. Sono canali che permettono all’azienda di mantenere un rapporto diretto con i clienti e di controllare l’esperienza d’acquisto. Parallelamente, l’azienda sta riducendo progressivamente il peso del canale wholesale, privilegiando una distribuzione più selettiva.

Inoltre continua a investire nel Made in Italy. Ogni paio di sneaker viene realizzato a mano attraverso lavorazioni che richiedono oltre tre ore e mezza, mentre la Golden House Academy forma nuove figure professionali per preservare le competenze artigianali della filiera.

L’asset aziendale

Nel nuovo assetto societario resta anche Permira, che mantiene una quota di minoranza, mentre Marco Bizzarri, già alla guida di Gucci, ricopre il ruolo di presidente non esecutivo. Il suo contributo sarà focalizzato sullo sviluppo della cultura aziendale e sulla crescita organizzativa.

In un mercato del lusso che negli ultimi anni ha mostrato segnali di rallentamento, Golden Goose punta così a distinguersi attraverso un modello basato su personalizzazione, vendita diretta, identità del marchio e sviluppo internazionale. La crescita in Asia rappresenta ora la sfida più importante per trasformare il traguardo del miliardo di euro di ricavi in un obiettivo concreto.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata