Gdo alimentare, chi vince in Italia e il confronto con i big globali

Dai leader per utili e redditività fino ai colossi internazionali: lo studio Mediobanca fotografa gerarchie, distanze e punti di forza del settore

Gdo alimentare, chi vince in Italia e il confronto con i big globaliSecondo Mediobanca, Eurospin ha registrato 1,9 miliardi di euro di utili cumulati nel periodo 2019-2024© Shutterstock

La Grande distribuzione organizzata (Gdo) alimentare continua a crescere e consolidarsi in Italia, ma è soprattutto guardando ai numeri dei singoli operatori che emergono le vere gerarchie del settore. Lo studio Mediobanca mette in fila vincitori e inseguitori, offrendo una fotografia precisa di chi domina per utili, crescita e redditività.

A emergere su tutti è Eurospin, che si conferma la regina degli utili cumulati nel periodo 2019-2024 con 1,9 miliardi di euro, davanti a VéGé e Selex. Un dato che sintetizza meglio di altri la capacità dei discount di combinare volumi e marginalità.

Gdo italiana e solidità del modello low cost

Il quadro si arricchisce guardando agli altri indicatori. Sul fronte della crescita, il primato spetta a Radenza Group, con un incremento medio annuo del 13,5%, seguito da In’s Mercato e Tatò Paride. Numeri che raccontano un settore ancora dinamico, soprattutto tra gli operatori più aggressivi.

La redditività operativa premia invece altri nomi: nel 2024 il miglior Ebit margin è di Noto (6,5%), seguito dai discount Cive (6,1%) ed Eurospin (5,9%), a conferma della solidità del modello low cost.

Guardando al ritorno sul capitale investito, è ancora Radenza Group a salire sul podio con un Roi del 20,6%, davanti a MD (19,6%) ed Eurospin (18,3%).

Accanto ai grandi Gruppi, si muove anche il mondo delle cooperative: Pac 2000 A (Conad) è la maggiore in Italia con vendite pari a 4.902 milioni, seguita da Coop Alleanza 3.0 e Conad Nord Ovest. Un segmento che però mostra dinamiche finanziarie più complesse, con il prestito soci in calo e svalutazioni che superano i proventi.

Il confronto con i big globali e il caso Esselunga

Se il confronto resta interno, la Gdo italiana mostra solidità e capacità competitiva. Ma il quadro cambia radicalmente quando si allarga lo sguardo ai grandi player internazionali. Nel 2024 il fatturato dei principali retailer globali oscilla tra i 649,3 miliardi di Walmart e i 20,5 miliardi della britannica Wm Morrison. Un ordine di grandezza che evidenzia la distanza dimensionale rispetto agli operatori italiani.

Anche sul fronte della redditività il gap è evidente: il Roi medio internazionale è pari al 10,2%, ben superiore ai livelli della Gdo alimentare italiana.

Eppure non mancano segnali di eccellenza. Esselunga, ad esempio, guida la classifica delle vendite per metro quadro con 16.071 euro, superando tutti i principali operatori internazionali. A distanza le britanniche J Sainsbury (13.924 euro) e Tesco (12.893 euro), le australiane Coles (11.815 euro) e Woolworths (11.694 euro), seguite dalla canadese Empire (11.203 euro).

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