Gas in Ue: prezzi ai massimi e scorte ai livelli più bassi dal 2018

Gas, Europa al freddo: le riserve in calo fino al 70%© Shutterstock

Il mercato europeo del gas naturale sta vivendo una fase di forte tensione, con i prezzi che restano sui massimi registrati dal 2022 e le scorte negli stoccaggi dell’Ue che si attestano intorno al 30% della capacità totale: un livello così basso non si registrava da marzo 2018.

La principale causa di questa situazione è legata alle forti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In particolare, la situazione è peggiorata dopo gli attacchi agli impianti energetici in Iran, che hanno costretto QatarEnergy a interrompere temporaneamente la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl). Si tratta di uno dei centri di produzione più grandi al mondo.

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Questo ha aumentato l’incertezza sulle forniture globali di gas e ha spinto i prezzi europei a rimanere elevati, con i futures sul mercato TTF di Amsterdam che si sono mossi intorno ai 55 euro al megawattora e hanno registrato rialzi fino al 70% in pochi giorni.

La debolezza delle scorte europee è un elemento di particolare vulnerabilità. A fine inverno gli stoccaggi risultano significativamente più bassi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e alle medie storiche, in parte a causa di un inverno più freddo del previsto e della forte domanda di gas e Gnl).

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Le scorte Paese per Paese

La situazione non è uniforme tra i Paesi membri. Mentre l’Italia ha scorte attorno al 48% della capacità, ancora nella media stagionale, Paesi come Germania e Paesi Bassi mostrano livelli molto più critici, con la prima intorno al 21% e i secondi ancora più sotto pressione a meno del 15%.

Questa congiuntura ha imposto una serie di riflessioni sulle strategie energetiche europee. La minore disponibilità di gas immagazzinato e la dipendenza dai flussi internazionali rendono i Paesi Ue vulnerabili a shock esterni, evidenziando l’importanza di diversificare le forniture, aumentare gli investimenti in energia rinnovabile e migliorare le infrastrutture di stoccaggio.

Inoltre, l’incertezza sulla durata del blocco del traffico nello Stretto di Hormuz – un nodo strategico per l’esportazione di Gnl – e la competizione globale per le forniture di gas rende il futuro dei mercati energetici europeo particolarmente volatile e soggetto a rischi geoeconomici e geopolitici.

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