Ferrovie dello Stato (FS) chiude il primo semestre 2026 con ricavi in crescita, ma non riesce a evitare il rosso. Il Gruppo ha registrato entrate per 8,9 miliardi di euro, in aumento dell’8% e di 678 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la perdita netta è salita a 200 milioni, dagli 89 milioni di un anno prima.
L’aumento dell’attività non è bastato a compensare la crescita dei costi. L’Ebitda è sceso a 905 milioni, dagli 991 milioni del primo semestre 2025, con una flessione di 86 milioni. I costi operativi hanno raggiunto circa 8 miliardi, 764 milioni in più, soprattutto per personale, servizi di trasporto, manutenzioni e gestione delle infrastrutture.
Il bilancio è stato approvato dal nuovo consiglio di amministrazione guidato da Gianpiero Strisciuglio, ma fotografa un periodo maturato sotto la precedente gestione. La spinta maggiore ai ricavi è arrivata dalle attività infrastrutturali, mentre il trasporto ha mostrato una lieve flessione. Parallelamente il gruppo ha continuato a sostenere un programma di investimenti molto ampio. Nel semestre gli investimenti tecnici hanno raggiunto 10,2 miliardi di euro, con una crescita del 21%. La maggiore spesa per la rete e le opere ha inciso anche sulla posizione finanziaria netta, salita da 12,8 a 15,6 miliardi di euro.
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