Le fondazioni di origine bancaria chiudono il 2025 con erogazioni ai massimi degli ultimi 17 anni. Secondo il 31° rapporto Acri, le risorse destinate all’attività istituzionale hanno raggiunto 1.424,5 milioni di euro, in crescita del 30% rispetto al 2024.
Le iniziative finanziate sono state 26.063, contro le 22.299 dell’anno precedente, con un importo medio di 54.655 euro. A sostenere la capacità di intervento degli enti sono stati la crescita dei proventi, la gestione dei patrimoni e il contributo ancora rilevante dei dividendi bancari.
Dalle fondazioni bancarie più risorse ai territori
Il patrimonio contabile delle fondazioni è salito a 43,7 miliardi di euro, con un aumento del 2,8%. I proventi complessivi hanno raggiunto 3,27 miliardi, in crescita del 12,5%, mentre i dividendi sono arrivati a 2,52 miliardi. Di questi, 1,64 miliardi derivano da partecipazioni bancarie e 885,9 milioni da partecipazioni non bancarie.
Le fondazioni continuano quindi a beneficiare della redditività degli investimenti, ma il rapporto segnala anche una struttura più diversificata. A fine 2025, l’84,5% degli enti aveva una partecipazione inferiore al 5% nelle banche conferitarie o non ne deteneva più alcuna.
Cultura, welfare e cofinanziamenti
La quota più alta delle risorse è andata ad Arte, Attività e Beni culturali, con 299,2 milioni di euro, pari al 21% del totale. Seguono Educazione, Istruzione e Formazione con 252,3 milioni e Volontariato, Filantropia e Beneficenza con 242,9 milioni.
Considerando anche assistenza sociale, salute pubblica e contrasto alla povertà educativa minorile, il welfare raccoglie 421,6 milioni, pari al 29,6% delle erogazioni. Un dato rilevante è la crescita dei progetti in partnership: nel 2025 il 46,2% delle erogazioni è avvenuto in cofinanziamento con altri soggetti.
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