Fmi: Pil dell’Eurozona in frenata, stime al +0,9% nel 2026

Guerra dei dazi, l’Fmi taglia sotto il 3% le stime di crescita globale: sotto il 2% gli Stati Uniti© Shutterstock

Le prospettive economiche dell’Eurozona si fanno più complesse. Il Fmi ha rivisto al ribasso le proprie previsioni di crescita, stimando per il 2026 un aumento del Pil pari allo 0,9%, contro valutazioni precedenti più ottimistiche. Anche il 2027 registra una correzione, con una crescita attesa dell’1,2%.

La revisione riflette un quadro economico caratterizzato da maggiore incertezza, rallentamento degli investimenti e consumi più deboli. Secondo il Fondo, le prospettive dell’area Euro si sono indebolite a causa di uno shock negativo dell’offerta, legato principalmente alle tensioni geopolitiche e all’aumento dei costi energetici. L’impatto della crisi dovrebbe essere significativo ma temporaneo, pur rappresentando un freno importante alla ripresa economica.

Tutte le previsioni aggiornate del Fmi

Oltre al Pil Ue, il Fmi ha corretto al rialzo le stime sull’inflazione. I prezzi al consumo sono ora previsti in crescita del 2,8% nel 2026 e del 2,3% nel 2027, valori superiori rispetto alle precedenti proiezioni. L’aumento dei costi dell’energia continua infatti a esercitare pressioni sulle economie europee, alimentando il rischio di una fase prolungata di crescita debole accompagnata da prezzi elevati.

Le nuove previsioni si inseriscono in un contesto già segnalato da diverse istituzioni internazionali. Anche l’Ocse prevede per l’Eurozona una crescita limitata allo 0,8% nel 2026, mentre la Commissione europea ha evidenziato un peggioramento delle prospettive economiche rispetto alle attese formulate nei mesi precedenti. Le principali criticità riguardano la volatilità dei mercati energetici, il rallentamento del commercio internazionale e il clima di incertezza che frena gli investimenti privati.

Le reazioni della Bce

Sul fronte della politica monetaria, la persistenza dell’inflazione potrebbe costringere la Bce a mantenere un approccio prudente. L’istituto guidato da Lagarde ha recentemente aggiornato al rialzo le proprie previsioni sui prezzi, segnalando come il rincaro dell’energia rappresenti ancora uno dei principali fattori di rischio per la stabilità economica dell’area Euro.

Il quadro delineato dal Fmi evidenzia dunque una ripresa più lenta del previsto. Per i Governi europei la sfida sarà sostenere la crescita senza compromettere gli equilibri fiscali, in una fase in cui inflazione, energia e tensioni geopolitiche continuano a influenzare le prospettive economiche del continente.

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