Il Fondo monetario internazionale (Fmi) chiede al nostro Paese di cambiare strategia sul fronte dei carburanti. Nel rapporto annuale Article IV dedicato alla nostra Penisola, gli economisti del Fmi hanno suggerito di sostituire il taglio generalizzato delle accise su benzina e diesel con misure più selettive a favore delle famiglie vulnerabili.
Secondo l’organismo internazionale, infatti, gli interventi emergenziali sui carburanti rischiano di avere un impatto pesante sui conti pubblici senza garantire un sostegno realmente efficace a chi è maggiormente colpito dal caro energia.
Il punto di vista del Fmi
La presa di posizione arriva mentre il Governo Meloni continua a valutare proroghe e rinnovi del taglio delle accise introdotto nei mesi scorsi per contrastare l’impennata dei prezzi energetici causata dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalle difficoltà di approvvigionamento. Nelle ultime settimane, l’Esecutivo ha più volte confermato la volontà di intervenire per contenere i rincari alla pompa, anche attraverso nuovi decreti temporanei.
Secondo il Fmi, tuttavia, gli aiuti dovrebbero essere “temporanei, neutrali per il bilancio e ben mirati”. In altre parole, anziché ridurre indistintamente il costo del carburante per tutti i cittadini, sarebbe preferibile destinare risorse dirette ai nuclei familiari più esposti agli aumenti dei prezzi dell’energia. Una soluzione che, secondo il Fondo, permetterebbe di contenere l’impatto sociale della crisi senza indebolire gli incentivi a ridurre i consumi energetici.
Il focus sui conti pubblici in Italia
Nel rapporto emerge anche una preoccupazione più ampia sulla situazione dei conti pubblici italiani. Il Fondo Monetario Internazionale sottolinea come l’elevato livello del debito e le pressioni legate all’invecchiamento della popolazione limitino i margini di manovra del governo. Per questo motivo, il Fmi invita Roma ad accelerare il consolidamento fiscale, migliorando al tempo stesso l’efficienza della spesa pubblica attraverso digitalizzazione e revisione degli incentivi.
L’organismo internazionale guarda inoltre con attenzione agli effetti della crisi energetica sull’Europa. Negli ultimi mesi Bruxelles ha più volte chiesto agli Stati membri di evitare misure che possano aumentare i consumi di carburante o ridurre gli incentivi al risparmio energetico. La Commissione europea ha anche promosso l’uso dei mezzi pubblici, dello smart working e dei biocarburanti come strumenti per affrontare l’emergenza energetica.
Il dibattito sulle accise resta quindi aperto. Da una parte il Governo punta a contenere il malcontento di famiglie e imprese colpite dai rincari; dall’altra, Fmi e istituzioni europee chiedono interventi più sostenibili e selettivi per evitare un aggravamento della situazione finanziaria italiana. Nei prossimi mesi sarà decisiva la capacità dell’esecutivo di trovare un equilibrio tra tutela del potere d’acquisto e sostenibilità dei conti pubblici.
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