Fisco 2026: controlli più mirati con banche dati, incroci e nuovi Isa

Fisco 2026: controlli più mirati con banche dati, incroci e nuovi Isa© Shutterstock

Il fisco, a partire dal 2026, mette in atto un sistema di controllo diverso, spostando l’attenzione da verifiche a campione a controlli mirati e basati sui dati. L’obiettivo dichiarato è aumentare l’efficacia dell’azione dell’Agenzia delle Entrate, ottimizzando risorse e tempo mediante l’uso di strumenti digitali sofisticati e incroci di informazione.

Il nuovo approccio del fisco: dati e rischio

La strategia del fisco nel 2026 è parte del Piao, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione, e prevede circa 395.000 controlli fiscali entro la fine dell’anno, tra accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e verifiche della Guardia di Finanza.

Al centro del sistema ci sono oltre 200 banche dati analizzate dalla società IT pubblica Sogei, che confronta informazioni su conti correnti, fatture elettroniche, corrispettivi telematici, dichiarazioni Iva e altri flussi finanziari per costruire profili di rischio.

Questo incrocio di dati consente all’Amministrazione finanziaria di muoversi in modo selettivo, evitando controlli indiscriminati e concentrandosi sui soggetti più a rischio. Secondo gli esperti, questo approccio punta a ridurre l’evasione fiscale in modo più efficiente rispetto ai metodi utilizzati in passato.

Gli Isa come guida per le verifiche

Un elemento chiave è il ruolo degli Indicatori Sintetici di Affidabilità, i cosiddetti Isa. Si tratta di punteggi da 1 a 10, assegnati ai contribuenti con partita Iva, sulla base di coerenza e affidabilità dei dati dichiarati. Un punteggio basso può non indicare evasione, ma segnala anomalie contabili o incoerenze che possono far scattare controlli più approfonditi. Al contrario, punteggi elevati possono portare a benefici premiali, come riduzioni delle verifiche o esoneri da alcune formalità, contribuendo a incentivare la trasparenza fiscale.

Il crescente uso dei dati bancari e finanziari ha suscitato anche attenzioni critiche sul fronte delle garanzie dei contribuenti. Una recente sentenza della Cedu, la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha infatti sollevato dubbi sulla sufficiente motivazione e tutela legale quando viene richiesto l’accesso ai dati bancari personali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il 2026 segna per l’Italia una fase di modernizzazione dei controlli fiscali: più tecnologia, più dati e un approccio basato sul rischio. Se da un lato questo sistema promette maggiore efficacia nella lotta all’evasione, dall’altro pone l’accento sulla necessità di assicurare trasparenza e diritti ai contribuenti.

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