A marzo 2026 la fiducia delle imprese italiane mostra una sostanziale stabilità. L’indice composito rilevato dall’Istat si attesta a 97,3, in lieve calo rispetto al 97,4 del mese precedente.
Il dato sintetizza un quadro articolato, in cui prevalgono segnali positivi nei principali comparti produttivi, controbilanciati però da un deciso peggioramento nel commercio al dettaglio.
L’analisi per settori
Nel dettaglio, la fiducia cresce nella manifattura, che passa da 88,5 a 88,8, e nelle costruzioni, dove l’indice sale da 103,1 a 103,6. Segnali positivi anche nei servizi di mercato, in aumento da 102,1 a 102,7.
Di segno opposto invece l’andamento del commercio al dettaglio, che registra una flessione significativa da 104,9 a 100,6, risultando il principale fattore di debolezza del quadro complessivo.
Il quadro interno
All’interno dei comparti emergono dinamiche differenziate. Nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini, ma le imprese si attendono una riduzione della produzione. Le scorte vengono inoltre considerate in diminuzione.
Nelle costruzioni tutte le componenti mostrano un miglioramento, confermando una fase favorevole del settore. Nei servizi, invece, cresce l’ottimismo sull’andamento degli affari e sui giudizi sugli ordini, mentre le attese risultano in calo. Situazione più critica nel commercio al dettaglio, dove tutte le componenti analizzate evidenziano un peggioramento diffuso.
Meno ottimismo sugli investimenti
Guardando alle prospettive, nel comparto manifatturiero emerge un minore ottimismo sugli investimenti nel 2026 rispetto all’anno precedente. Il dato segnala un atteggiamento più prudente da parte delle imprese, pur in un contesto che mantiene una certa tenuta complessiva.
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