La Fed annuncia il terzo taglio consecutivo dei tassi di interesse, pari a un quarto di punto. Il costo del denaro, in questo modo, raggiunge una forchetta fra il 3,50% e il 3,75%. La decisione è stata confermata dal Fomc, il Federal Open Market Committee, l’organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti.
Si tratta di un provvedimento che ha ricevuto nove voti a favore e tre contrari. Questo denota che la banca centrale americana è divisa rispetto alle politiche da adottare. Secondo le dot-plot, l’istituto prevede un solo taglio dei tassi nel 2026.
L’operazione della Federal Reserve
Come si legge nel comunicato della Federal Reserve, che ha disposto un taglio dei tassi, l’aumento dell’occupazione ha rallentato quest’anno, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato leggermente, almeno fino a settembre. L’inflazione è cresciuta rispetto all’inizio dell’anno, rimanendo piuttosto elevata. Il fine del Comitato è quello di raggiungere il massimo tasso di occupazione e di portare quello di inflazione al 2% nel lungo periodo. Rispetto all’eventualità di operare altri aggiustamenti, l’istituto “valuterà attentamente i dati in arrivo, l’evoluzione delle prospettive e l’equilibrio dei rischi”.
La decisione è stata presa grazie al voto del presidente Jerome Powell e dei componenti del consiglio John Williams, Michael Barr, Michelle Bowman, Susan Collins, Lisa Cook, Philip Jefferson, Alberto Musalem e Christopher Waller. Hanno votato contro invece Stephen Miran, che avrebbe abbassato di mezzo punto percentuale l’intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali in questa riunione, Austan Goolsbee e Jeffrey Schmid, che avrebbero preferito non modificare i tassi.
“Voglio consegnare a chi prenderà il mio posto un’economia in un buono stato di salute, con un’inflazione sotto controllo e un mercato del lavoro forte – ha dichiarato il presidente della Fed, Jerome Powell – Tutti i miei sforzi sono in questa direzione”. Anche il presidente degli Stati Uniti ha espresso la propria opinione, specificando che si tratta di “un numero piccolo che avrebbe potuto essere più grande”.
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