Tempo di cambiamenti per le banche centrali e per la politica monetaria globale. A maggio il repubblicano Kevin Warsh diventerà il nuovo presidente della Federal Reserve, prendendo il posto di Jerome Powell, mentre il 31 ottobre 2027 Christine Lagarde lascerà la guida della Banca centrale europea. Due passaggi destinati a ridisegnare gli equilibri tra politica e autorità monetarie.
La scelta del numero uno della Fed, che dovrà essere confermata dal Senato, non è stata semplice. Il presidente Donald Trump ha annunciato la candidatura di Warsh sottolineando la stima personale nei suoi confronti. In precedenza la Casa Bianca aveva valutato il nome di Kevin Hassett, ma l’ipotesi è stata accantonata perché i mercati non avrebbero gradito una figura considerata troppo schierata.
La successione alla Bce
Diverso il meccanismo che porta alla guida della Bce. Il presidente viene nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata, previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della Bce. Durante il suo mandato, Lagarde ha affrontato una fase storica complessa. Prima di approdare a Francoforte aveva guidato il Fondo monetario internazionale. All’inizio del ciclo inflazionistico la Bce, seguendo la Fed, ha inasprito i tassi, scelta che secondo alcuni critici è stata eccessiva considerando le differenze strutturali tra Stati Uniti ed Europa, con i primi più orientati alla finanza e al terziario e la seconda più legata alla manifattura e all’economia reale.
Le ipotesi per il dopo Lagarde
Secondo quanto riportato dal Corriere Economia di lunedì 16 febbraio, Lagarde potrebbe puntare alla guida del World Economic Forum, respingendo le pressioni del presidente francese Emmanuel Macron, che la vedrebbe come possibile successore all’Eliseo. Intanto la corsa per la presidenza della Bce è già iniziata.
Entro la fine del 2027 scadranno inoltre quattro dei sei incarichi del comitato esecutivo della Bce: oltre a Lagarde, il vicepresidente spagnolo Luis de Guindos (a maggio), la tedesca Isabel Schnabel e il capo economista Philip Lane.
Tra i nomi che circolano per la presidenza figurano Joachim Nagel, presidente della Bundesbank; Klaas Knot, già banchiere centrale olandese e membro del Financial Stability Board, figura stimata dalla stessa Lagarde; e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali. Per la vicepresidenza è già stato designato il croato Boris Vujčić.
De Cos, che ha guidato la Banca di Spagna fino al 2024, vanta una formazione accademica in scienze economiche aziendali e giurisprudenza, con un dottorato in economia conseguito nel 2004, e un’esperienza accademica all’Università Carlo III di Madrid e alla Business School IE. Nel 2018 è stato nominato governatore della Banca di Spagna, in una fase politica delicata per il Paese.
L’incognita principale resta la Germania, che non ha mai espresso un presidente della Bce. Questo elemento potrebbe rafforzare le chance di Nagel, soprattutto se il cancelliere Friedrich Merz dovesse sostenerne la candidatura, anche alla luce degli equilibri interni al comitato esecutivo, dove siede l’italiano Piero Cipollone. Tuttavia, con Claudia Buch già alla guida della Vigilanza fino alla fine del 2028, la partita resta aperta. Le vie di Francoforte, come quelle della politica europea, restano difficili da prevedere.
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Christine Lagarde, attuale presidente della Bce. Il suo incarico scadrà nel 2027© Photo by Ameer Alhalbi/Getty Images




