Ex Ilva, Urso: entra in gara un quarto operatore europeo

Beko, il Governo Meloni chiede un investimento da 300 milioniIl ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso © Shutterstock

La gara internazionale per il futuro dell’ex Ilva si arricchisce di un nuovo protagonista: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato al Meeting di Rimini l’ingresso di un quarto grande operatore europeo nella procedura per il rilancio del polo siderurgico. Il nuovo soggetto si aggiunge a Jindal, Flacks e a una cordata italiana definita dal ministro “piuttosto significativa”.

L’ingresso di un ulteriore concorrente amplia il ventaglio delle possibilità per il futuro degli stabilimenti e, soprattutto, aumenta il numero degli investitori potenzialmente interessati a rilevare e rilanciare gli asset dell’ex Ilva. I nomi dei quattro soggetti non sono stati però indicati nel dettaglio da Urso e, per il momento, non sono state rese pubbliche informazioni sufficienti per identificare il nuovo operatore europeo.

Le possibili strade per il futuro dell’ex Ilva

Il dossier riguarda uno degli snodi più delicati della politica industriale italiana. Il futuro dell’ex Ilva non coinvolge infatti soltanto Taranto, ma una filiera siderurgica strategica per numerosi comparti manifatturieri, dall’automotive alla meccanica, dalle costruzioni alla cantieristica. Proprio la necessità di preservare una capacità produttiva nazionale nel settore dell’acciaio è stata sottolineata da Urso.

Secondo il ministro, l’industria primaria rappresenta una condizione essenziale per mantenere una base industriale europea e rafforzare l’autonomia strategica del continente. “Dobbiamo salvare l’Ilva”, ha ribadito, indicando inoltre la necessità di evitare che la vicenda si trasformi in una “bomba sociale e produttiva” per il territorio.

La procedura entra così in una fase decisiva. La presenza di più pretendenti potrebbe consentire al Governo di valutare con maggiore attenzione investimenti, livelli produttivi, occupazione e prospettive industriali delle diverse proposte. Il punto non sarà quindi soltanto individuare un acquirente, ma costruire un progetto capace di garantire continuità all’acciaieria e sostenibilità economica nel lungo periodo.

Urso ha confermato infine che Palazzo Chigi è direttamente impegnato nel dossier e che il Governo punta a una soluzione attraverso la massima collaborazione istituzionale. La competizione si amplia dunque, ma la partita resta complessa: per l’ex Ilva il vero obiettivo sarà trasformare l’interesse degli investitori in un piano industriale credibile, capace di coniugare competitività, produzione e tutela dell’occupazione.

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