Si riapre la partita per il futuro dell’ex Ilva: al termine del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha dichiarato che esistono le condizioni per valutare la nascita di una cordata italiana in grado di rilanciare il più importante polo siderurgico del Paese. L’incontro, definito “serio e proficuo”, arriva in un momento decisivo per il destino degli impianti e dell’intera filiera dell’acciaio italiana.
Secondo Orsini, il nuovo quadro determinato dagli sviluppi giudiziari e industriali modifica profondamente lo scenario. La decisione della Corte d’Appello di Milano, che dispone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni, ha infatti cambiato l’oggetto della gara per la cessione degli asset, aprendo la possibilità di valutare nuove soluzioni imprenditoriali.
Le parole di Orsini e Urso
“L’industria di base deve restare in Italia“, ha sottolineato Orsini, ricordando che attorno all’ex Ilva ruotano migliaia di posti di lavoro e numerose filiere produttive strategiche per il sistema manifatturiero nazionale. L’obiettivo, ha spiegato, è verificare rapidamente se si possa fare una cordata italiana e gli operatori siderurgici italiani possano presentare una proposta condivisa per garantire continuità produttiva e competitività al comparto.
Nel corso del confronto al Mimit, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato l’apertura del sistema industriale italiano alla costituzione di una cordata nazionale. Parallelamente, il gruppo indiano Jindal ha aggiornato la propria offerta sull’intero perimetro aziendale, adeguandola al nuovo scenario derivante dalla sentenza. I commissari straordinari sono ora chiamati a valutarne i contenuti.
Gli obiettivi del Governo
Il Governo guarda con favore anche ai progetti di rilancio del territorio. Durante il Tavolo Taranto sono stati presentati 17 interventi industriali, per investimenti complessivi superiori a 2 miliardi di euro e distribuiti in diversi comparti produttivi, con l’obiettivo di favorire la diversificazione economica dell’area e creare nuove opportunità occupazionali.
La prospettiva di una cordata italiana rappresenta dunque una delle ipotesi più concrete emerse nelle ultime ore. Resta però da verificare la sostenibilità industriale e finanziaria dell’operazione, in un contesto in cui sarà necessario conciliare tutela dell’occupazione, continuità produttiva, competitività della siderurgia nazionale e rispetto degli obiettivi ambientali. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale sarà il futuro dell’ex Ilva e di uno degli asset strategici dell’industria italiana.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




