Ex Ilva, il Consiglio di Stato dà l’ok per continuare l’attività produttiva

Ex Ilva, il Consiglio di Stato dà l'ok per continuare l'attività produttiva© Shutterstock

L’ex Ilva può continuare l’attività produttiva all’interno di alcuni suoi stabilimenti, lo ha stabilito il Consiglio di Stato. Fra questi c’è anche la sede di Taranto. Così è stato legittimato un atto emesso nel 2023 dall’Autorità indipendente competente in materia di energia elettrica, del gas e dell’acqua. L’Arera aveva fissato un termine alla società, per individuare il fornitore del gas necessario per la prosecuzione delle attività produttive e le modalità del relativo trasporto. L’azienda ha ritenuto questa scadenza troppo breve e, per questo, aveva impugnato l’atto davanti al Tar per la Lombardia, che con la sentenza n. 3104 del 2025 ha respinto il ricorso.

La Seconda Sezione del Consiglio di Stato ha accolto la sua istanza cautelare. Così facendo, ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar e permesso la prosecuzione della fornitura. Ha evitato l’interruzione dell’attività produttiva svolta negli impianti d’interesse strategico nazionale e il conseguente pregiudizio per l’occupazione. Ha anche fissato l’udienza del 9 giugno 2026 per la definizione della sentenza.

Cosa è stato stabilito

“Con l’ordinanza n. 3992 del 4 novembre 2025, il Consiglio di Stato si è occupato della legittimità di un atto emesso in data 7 settembre 2023 dall’Autorità indipendente competente in materia di energia elettrica, del gas e dell’acqua (Arera). Con tale atto (riguardante l’attività svolta dalla s.p.a. Acciaierie d’Italia in alcuni stabilimenti, tra cui quelli di Genova, di Novi Ligure, di Racconigi e dell’ex Ilva di Taranto), l’Arera aveva fissato un termine alla società per individuare il fornitore del gas necessario per la prosecuzione delle attività produttive e le modalità del relativo trasporto” , si legge nella nota.

Ribadendo i motivi del ricorso da parte dell’Ex Ilva, il Consiglio di Stato “ha accolto la sua istanza cautelare, ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar, ha consentito la prosecuzione della fornitura, per evitare l’interruzione dell’attività produttiva svolta negli impianti d’interesse strategico nazionale e il conseguente pregiudè per l’occupazione, ed ha al contempo fissato l’udienza del 9 giugno 2026 per la definizione del secondo grado del giudizio”.

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