Eurozona: Pil in crescita dello 0,4%, Italia a +0,2%

Istat, Pil in aumento: +0,3% nel primo trimestre 2025, l’inflazione sale al 2%© Shutterstock

L’economia dell’Eurozona torna a crescere nel secondo trimestre del 2026, dopo la sostanziale stagnazione dei primi tre mesi dell’anno: secondo la stima aggiornata dell’Eurostat, il Pil destagionalizzato dell’area euro è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre nell’intera Unione europea la crescita ha raggiunto lo 0,5%.

Il dato segnala un’accelerazione rispetto al primo trimestre, quando il Prodotto interno lordo era rimasto invariato e quello dell’Ue aveva registrato un incremento dello 0,1%. Su base annua, nel secondo trimestre il prodotto interno lordo è cresciuto dell’1% nell’area euro e dell’1,2% nell’Ue, confermando un quadro di espansione moderata.

Italia in crescita dello 0,2%

Nel confronto tra le principali economie dell’Eurozona, l’Italia registra una crescita più contenuta: il Pil è aumentato dello 0,2% nel secondo trimestre, in rallentamento rispetto al +0,3% dei primi tre mesi dell’anno. Il dato colloca l’Italia, insieme a Germania, Francia e Slovacchia, tra i Paesi con le performance più deboli tra quelli per i quali Eurostat ha diffuso i dati.

Anche Francia e Germania hanno registrato una crescita dello 0,2%, mentre la Spagna ha mostrato un ritmo più sostenuto. A spiccare è soprattutto l’Irlanda, che ha segnato un incremento del Pil del 3,9% nel trimestre. Austria e Romania, invece, hanno mantenuto il prodotto interno lordo invariato.

Il risultato europeo va quindi letto come un segnale positivo, ma non come l’inizio di una fase di forte espansione. La crescita resta infatti moderata e distribuita in modo molto diverso tra i singoli Paesi.

Cresce anche l’occupazione

Un altro elemento positivo arriva dal mercato del lavoro in Europa. Nel secondo trimestre del 2026 il numero degli occupati è aumentato dello 0,1% sia nell’Eurozona che nell’Ue rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Su base annua, l’occupazione è cresciuta dello 0,5% in entrambe le aree.

Il quadro complessivo mostra quindi un’economia europea che ha recuperato slancio dopo l’avvio d’anno debole, ma che continua a confrontarsi con una crescita contenuta e fortemente differenziata tra gli Stati membri.

Per l’Italia, il +0,2% conferma in particolare la necessità di sostenere produttività, investimenti e domanda interna per riuscire ad avvicinarsi ai ritmi delle economie europee più dinamiche. I dati Eurostat restano inoltre stime preliminari, soggette a successive revisioni.

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