L’euro digitale entra nella fase decisiva. Da lunedì 14 luglio ha preso il via il trilogo tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione Ue per definire il regolamento della nuova moneta digitale della Banca centrale europea. L’obiettivo dell’Eurosistema è arrivare a un accordo entro fine anno, con un possibile annuncio nel 2027 e il debutto operativo dal 2029.
In parallelo si prepara la fase pilota. La sperimentazione dovrebbe coinvolgere circa 40 banche e intermediari dei pagamenti dell’eurozona e 10 mila volontari, scelti tra i dipendenti delle banche centrali dei Paesi dell’area euro e della banca centrale di Francoforte. Come riportato nei giochi scorsi da Il Sole 24 Ore, la prova partirà da settembre 2027 e durerà un anno, con piccoli pagamenti in euro digitale anche se la moneta non sarà ancora ufficialmente emessa.
Euro digitale, come partiranno i test
Nel gruppo dovrebbero entrare anche le sette realtà italiane candidate: Intesa Sanpaolo con Isybank, Unicredit, Mps, Iccrea, Numia e, come fornitori tecnici, Banca Sella e Nexi. La presenza italiana conferma il ruolo del Paese nella costruzione della nuova infrastruttura di pagamento paneuropea.
I test non si limiteranno agli utenti selezionati. Per aumentare i casi d’uso saranno coinvolti anche esercenti commerciali, negozi fisici e operatori digitali, con un’attenzione particolare all’e-commerce. L’obiettivo è verificare il funzionamento della piattaforma in condizioni vicine all’utilizzo reale, prima di una eventuale emissione ufficiale.
Restano però da definire diversi nodi regolatori. Tra i punti sul tavolo ci sono il tetto massimo di euro digitali detenibili nei wallet, il sistema di compensazione per le banche, i limiti alle commissioni per i commercianti e le regole sui pagamenti offline, pensati per funzionare anche senza connessione. La Bce punta a un modello in cui le funzioni di base siano gratuite per gli utenti, lasciando ai prestatori di servizi la possibilità di offrire soluzioni aggiuntive a pagamento.
La sfida dell’accessibilità
Il passaggio decisivo sarà convincere cittadini e imprese che il nuovo strumento possa semplificare i pagamenti senza aggiungere complessità alla vita quotidiana. Il tema riguarda anche l’inclusione: non tutti hanno la stessa familiarità con smartphone, app e strumenti elettronici.
Secondo quanto riportato da il quotidiano il Giornale, il progetto dovrà prevedere soluzioni accessibili anche a persone anziane, vulnerabili o con minori disponibilità economiche. In questo quadro Poste Italiane viene indicata come possibile intermediario per una carta fisica dedicata soprattutto alle fasce più fragili della popolazione.
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