Confindustria, Bdi e Medef chiedono alla Commissione europea una revisione profonda dell’Ets, il mercato europeo della CO2. Le associazioni industriali di Italia, Germania e Francia hanno inviato un appello comune alla presidente Ursula von der Leyen, in vista della proposta Ue attesa per il 17 luglio.
La posizione congiunta arriva dalle principali organizzazioni industriali delle tre maggiori economie europee, che rappresentano complessivamente quasi 500 mila imprese. L’obiettivo è rendere le regole più aderenti alla realtà produttiva, tenendo conto di tecnologie disponibili, costi, infrastrutture e concorrenza internazionale.
Ets, le richieste dell’industria europea
Nella lettera viene richiamato uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, secondo cui tra il 2013 e il 2024 la riduzione delle emissioni sarebbe derivata soprattutto dalle chiusure aziendali, più che dall’effetto del sistema sulla decarbonizzazione.
Le imprese chiedono di rivedere la Market Stability Reserve, rafforzare il Cbam, destinare integralmente i ricavi Ets alla decarbonizzazione, integrare dopo il 2030 strumenti come i crediti internazionali di alta qualità, la cattura e lo stoccaggio della CO2 e le rimozioni permanenti di carbonio. Tra le richieste c’è anche l’esclusione di trasporto marittimo e aviazione dall’ambito di applicazione del meccanismo.
La richiesta arriva in un contesto in cui l’industria europea continua a confrontarsi con costi dell’energia elevati e con una pressione crescente della concorrenza internazionale. In vista della decisione dell’esecutivo europeo, Confindustria ha partecipato a una serie di incontri istituzionali a Strasburgo, durante la sessione plenaria del Parlamento europeo.
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