L’Italia è già il quinto mercato europeo degli eSports, ma il suo potenziale economico è ancora in gran parte da sviluppare. Secondo il nuovo rapporto realizzato da Accenture Italia per IIDEA, il settore del videogioco competitivo ha raggiunto un valore compreso tra 32 e 35 milioni di euro nel 2025 e potrebbe arrivare a circa 60 milioni di euro entro il 2030, grazie a un tasso annuo di crescita composto dell’11%.
A trainare questa espansione è soprattutto il pubblico più giovane. Oggi circa un italiano della Gen Z su cinque segue gli eSports come forma di intrattenimento, mentre tra gli under 25 l’83% gioca ai videogiochi e segue anche contenuti competitivi.
Pubblico già maturo, ma ricavi ancora limitati
Il rapporto evidenzia un paradosso: l’audience italiana è ormai paragonabile a quella dei mercati europei più avanzati, ma il sistema fatica ancora a trasformare questa attenzione in ricavi. Attualmente quasi il 70% del fatturato deriva dalle sponsorizzazioni, mentre fonti come biglietti, merchandising e diritti media hanno ancora un peso marginale.
In pratica, gli appassionati ci sono, ma mancano ancora infrastrutture dedicate e modelli commerciali sufficientemente sviluppati per monetizzare in modo stabile la crescita del settore.
A conferma di un interesse sempre più diffuso, la ricerca rileva anche una riduzione progressiva della disparità di genere e una presenza crescente di aziende provenienti da settori lontani dal gaming, come moda, consulenza, fintech e largo consumo.
Brand ed eventi al centro della crescita
Un altro segnale di maturazione riguarda gli eventi dal vivo. La quota dei ricavi legata agli eventi di intrattenimento è passata dal 25% nel 2021 al 40% nel 2024, mostrando come il pubblico cerchi sempre più occasioni di incontro fisico oltre alla fruizione online.
Oggi gli eSports trovano spazio soprattutto all’interno di grandi manifestazioni dedicate ai videogiochi e alla cultura pop, come Milan Games Week, Lucca Comics & Games e Comicon. Tuttavia, secondo lo studio, esiste ancora margine per creare eventi proprietari e strutture permanenti sul modello di quanto avviene in altri Paesi europei.
Particolarmente interessante è anche il coinvolgimento dei club di Serie A, una caratteristica che distingue il mercato italiano da molti altri. Diverse società calcistiche stanno infatti ampliando la propria presenza oltre i tradizionali simulatori di calcio, entrando in ecosistemi come Fortnite e Kings League per avvicinare le nuove generazioni. La sfida dei prossimi anni sarà quindi trasformare una forte passione in un ecosistema economico più solido, capace di generare valore non solo per team e organizzatori, ma anche per brand, creator e territori.
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