Eni accelera in Venezuela con il giacimento da 35 miliardi di barili

Con il controllo operativo di Junín-5, Il Gruppo energetico italiano rilancia la produzione in Sudamerica: il campo può arrivare a 400 mila barili al giorno entro il 2030

Eni accelera in Venezuela con il giacimento da 35 miliardi di bariliClaudio Descalzi, amministratore delegato di Eni

Eni diventa operatore esclusivo del giacimento petrolifero Junín-5 in Venezuela, assumendo la piena responsabilità tecnica, finanziaria e commerciale del progetto. Il Gruppo energetico italiano ha firmato con la compagnia statale Pdvsa il Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos, completando il percorso avviato con l’intesa preliminare dello scorso 28 aprile. Il contratto ha una durata di 25 anni, con possibilità di estensione, e riguarda un campo di olio pesante nella Faja dell’Orinoco che contiene 35 miliardi di barili in posto certificati. La produzione attuale è di circa 12 mila barili al giorno. Il nuovo schema sostituisce il precedente modello operativo della joint venture Petrojunín, partecipata al 40% da Eni e al 60% da Pdvsa.

Una presenza forte di Eni in Venezuela

Il rilancio del campo può modificare in modo rilevante la presenza petrolifera di Eni nel Paese. Secondo le stime riportate da Bloomberg nei materiali forniti, Junín-5 potrebbe raggiungere 400 mila barili al giorno entro il 2030, con investimenti nell’ordine di 1,5 miliardi di dollari l’anno.

“Questo accordo rappresenta un nuovo pilastro per il rilancio del settore oil&gas nel Paese”, ha dichiarato Claudio Descalzi, Ceo di Eni. Il manager ha collegato l’operazione anche alla sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, sottolineando che “l’operatorship di un’area importante come Junin-5 è il riconoscimento della nostra capacità di realizzare in modo rapido ed efficiente progetti complessi”. L’intesa è stata firmata a Caracas alla presenza della presidente incaricata Delcy Rodriguez e del segretario all’Energia statunitense Chris Wright, oltre ai vertici di Pdvsa e al ministro venezuelano degli Idrocarburi. Il nuovo regime contrattuale deriva dalla riforma della legge organica degli idrocarburi approvata nel gennaio 2026.

Eni è presente in Venezuela dal 1998 e detiene sei licenze minerarie. Nel 2025 la quota di produzione venezuelana del gruppo è stata pari a 64 mila barili equivalenti al giorno, principalmente dal giacimento di gas Perla, operato attraverso Cardón IV insieme a Repsol. Perla rappresenta circa il 35% del gas consumato nel Paese. Sul fronte petrolifero Eni possiede inoltre il 26% di PetroSucre, società mista con Pdvsa che opera il campo offshore di Corocoro.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata