Il governo italiano è pronto a sostenere Electrolux, anche attraverso strumenti straordinari, a condizione che il Gruppo presenti un nuovo piano industriale capace di garantire investimenti, produzione e occupazione in Italia. La posizione è stata ribadita dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, durante un’audizione alle commissioni riunite Attività produttive e Lavoro della Camera. Il piano annunciato nei mesi scorsi prevedeva 1.700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona.
Per il sito marchigiano non risulta però avviata alcuna procedura di chiusura: lo stabilimento continua a lavorare a tempo pieno e l’azienda ha manifestato la disponibilità a cercare una soluzione industriale alternativa.
Le misure straordinarie passano da Bruxelles
Il piano originario è stato giudicato “irricevibile dall’intero sistema Paese”. Il confronto ha consentito di sospendere iniziative unilaterali e avviare il lavoro su una nuova proposta. In presenza di un progetto sostenibile, il governo valuterà strumenti ordinari e straordinari, compresi contratti di sviluppo e accordi per l’innovazione. Come riporta oggi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, Urso ha sottolineato che gli impianti italiani non sono obsoleti: negli ultimi anni sono stati interessati da investimenti che ne hanno aumentato l’efficienza e il livello tecnologico, soprattutto nelle produzioni di alta gamma.
Il nodo principale non sarebbe il costo dell’energia, considerato marginale per questa tipologia di prodotti, ma il quadro regolatorio europeo e la concorrenza asiatica. Per questo Italia, Francia, Germania e Polonia hanno predisposto un documento comune sul settore degli elettrodomestici, chiedendone la discussione al Consiglio competitività del 24 settembre. Gli incontri tecnici con l’azienda sono fissati per il 3 e 4 settembre, mentre il tavolo politico è stato aggiornato ai primi giorni di ottobre.
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Adolfo Urso, attuale ministro delle Imprese e del Made in Italy© Photo by Thierry Monasse/Getty Images




