Electrolux conferma il piano, confronto aperto col governo

Il ministro Urso definisce “irricevibile” il piano da 1.719 esuberi e chiede una nuova proposta industriale. Nuovo tavolo il 15 giugno

Electrolux conferma il piano, confronto aperto col governoLavoratrici Electrolux impegnate nello stabilimento di Susegana (Tv)

Electrolux conferma il piano di riorganizzazione annunciato nelle scorse settimane, ma mantiene aperto il confronto con governo e sindacati. Nel corso del tavolo convocato al Mimit, l’azienda ha illustrato le ragioni economiche alla base della scelta, indicando nelle condizioni produttive europee un elemento centrale della strategia.

Secondo quanto spiegato dal Gruppo, il mercato continentale è caratterizzato da una domanda stagnante, da una forte pressione sui prezzi e da costi produttivi più elevati rispetto ad altre aree manifatturiere globali. In particolare, l’azienda ha richiamato il peso dei costi di energia, acciaio e manodopera, definiti sempre meno sostenibili per la produzione europea.

Il piano prevede 1.719 esuberi in Italia, di cui 994 operai e 725 dipendenti di staff, oltre alla chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Electrolux ha però ribadito che l’Italia «rimane un Paese strategico, con una presenza manifatturiera consolidata in diversi stabilimenti».

Electrolux e i costi produttivi in Europa

Nel dettaglio, l’azienda ha spiegato che il costo dell’acciaio in Europa risulta superiore del 31% rispetto alla Cina, mentre il costo orario della manodopera nell’Europa occidentale raggiunge i 37 euro, contro i 12 euro dell’Europa orientale e i 5 euro dell’Asia. Anche il costo dell’energia viene indicato come uno dei principali fattori di pressione competitiva.

La società, come riportato oggi dal quotidiano La Stampa, ha inoltre ricordato gli investimenti realizzati negli ultimi anni negli impianti italiani, pari a oltre 750 milioni di euro tra produzione, automazione e innovazione di prodotto.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha definito il piano «irricevibile» e ha chiesto all’azienda di presentare una proposta alternativa basata su investimenti, innovazione e tutela occupazionale. Il governo ha comunque confermato la disponibilità a sostenere il confronto e a valutare strumenti industriali per il settore.

Il confronto tra azienda, governo e sindacati

I sindacati hanno ribadito la richiesta di ritirare il piano, annunciando la prosecuzione delle mobilitazioni fino al prossimo incontro fissato per il 15 giugno. Nel frattempo Electrolux ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo con tutte le parti coinvolte.

Nel corso del tavolo è emersa anche la volontà delle istituzioni locali di mantenere aperto il confronto per individuare soluzioni industriali condivise. Il tema della competitività europea del comparto degli elettrodomestici sarà inoltre portato dal governo italiano al Consiglio Competitività dell’Unione europea.

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